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Master * Placement * Report 2008 giovedì 11 marzo 2010
MMCM Placement Report 2008 Riduci

Questo rapporto raccoglie i risultati di due indagini specifiche. La prima è stata effettuata nel febbraio del 2007 e si riferisce alla situazione post-stage e lavorativa degli studenti delle prime due edizioni, per un totale di 53 persone (27 dell’a.a. 2004-2005, 26 del 2005-2006). La seconda si è conclusa nel mese di maggio del 2008 ed oltre ad integrare i dati rilevati nel primo screening – soprattutto in riferimento agli studenti della seconda edizione – aggiunge i primi feedback sul collocamento dei 26 della terza edizione (a.a. 2006-2007) a soli 5 mesi dalla sua conclusione.

 

1. Primi risultati

Gli studenti della I edizione sono stati un primo banco di prova per testare gli effetti del progetto formativo del master sul mercato del lavoro. La selezione in ingresso ha favorito profili di livello medio-alto per ciò che concerne: la formazione scolastica (i più possedevano una laurea magistrale del vecchio ordinamento); la formazione artistico-musicale (tre studenti avevano studiato al conservatorio, molti possedevano esperienze da strumentisti e/o cantanti come solisti o in band emergenti, uno studente esercitava come attore); esperienze pregresse nell’industria musicale o in settori affini anche di medio-lunga durata (da sei mesi a un anno e più).

A distanza di tredici mesi circa dallo stage post-master, la situazione si presenta come segue. Su 27 persone: 21 (78%) risultano occupati con forme regolari di contratto (dal progetto, alla collaborazione, all’assunzione a tempo determinato); 2 svolgono uno stage aziendale; 2 dichiarano collaborazioni senza alcuna forma di contratto né di remunerazione, in regime di rimborso spese; 1 ha fondato una società di produzione di eventi culturali; 1 solo si dichiara disoccupato. Sommati ai dichiaranti altra occupazione il dato è veramente alto, circa il 97% del totale.

La conversione degli stage disposti dal master in contratti di lavoro nella stessa azienda ospitante si approssima al 26%, cioè 7 persone, cifra modesta ma significativa, considerando che lo stage ha un valore prettamente formativo e la convenzione universitaria svincola le società ospitanti da qualsiasi onere retributivo.

Se esaminiamo il tipo di attività in cui i 26 sono occupati (in qualsiasi forma), il quadro si fa più complesso. 15 persone (55,6%) sono impiegate in aziende che operano a vario titolo nell’industria musicale, 6 (22%) in altri comparti dell’industria culturale, 2 in attività propriamente artistiche di esibizione teatrale/musicale (corroborate da altre attività collaterali di sostegno, in part-time), le restanti 3 persone svolgono attività terziarie non congruenti con le materie del corso.

 

2. Un quadro variegato e complesso

Nell’organizzazione della seconda edizione, abbiamo raffinato gli strumenti di selezione, puntando su profili molto più business oriented (sebbene non siano mancati curriculum di musicisti) e privilegiando maggiormente le skill informatiche e linguistiche. Si è cercato inoltre di favorire già in ingresso persone interessate a costruire un percorso professionale nei settori più innovativi e dinamici dell’industria musicale, quello della distribuzione digitale, del marketing, del management, del licensing, senza tralasciare quelli più tradizionali come il live event o l’editoria, capaci ancora di assorbire risorse.

Al maggio del 2008 il placement, come dato aggregato, sfiora l’81%, ovvero 21 studenti su 26 svolge un lavoro in forma contrattualizzata e remunerata. Tra questi annoveriamo anche i membri di un'associazione culturale e una società di management artistico. Per questi ultimi, più i restanti 5 non compresi nei dati di placement, si può parlare di una condizione di semilavoro autonomo in quanto il reddito complessivo è costruito attraverso un mix di attività di cui alcune svolte in proprio (spesso come free-lance) e altre in collaborazione con aziende operanti nel settore in forma continuata e flessibile (low-intensive), oppure di tipo stagionale (high intensive) - e questo vale soprattutto per chi opera negli eventi. Tra i 5 esclusi dal computo del placement, solo due persone sono in cerca di un’occupazione più stabile. Dei 3 che rimangono, invece: 1 continua il proprio percorso formativo nello studio di una lingua straniera e lavorando occasionalmente in società di produzione di eventi culturali; 1 continua a lavorare come tecnico del suono e porta avanti un progetto di sviluppo imprenditoriale; 1 prosegue essenzialmente nella sua carriera di musicista professionista.

Il tasso di conversione degli stage in contratti di lavoro nelle stesse aziende si attesta invece al 35% (9 studenti), il che segna un incremento significativo rispetto all’anno precedente e conferma la validità degli strumenti approntati per la selezione. Stesse conferme arrivano dall’analisi disaggregata dei settori in cui operano gli studenti collocati. Il 61,6% (percentuale maggiore rispetto all’anno precedente) ha un contratto con un’azienda operante dell’industria musicale, mentre del restante 38,1% (8 persone in tutto), solo 2 sono impiegate in attività terziarie non congruenti con le materie del corso, mentre il resto rimane legato a professionalità spendibili trasversalmente nel marketing, nel management artistico, nella comunicazione, anche in aziende ad alto contenuto di innovazione (come Google Ireland dove appunto lavora un nostro studente in qualità di Search Quality Associate).

 

3. Conferme

Per il placement degli studenti della terza edizione disponiamo di un primo dato a 5 mesi dalla chiusura ufficiale del master. Lo scenario appare però molto positivo, soprattutto se si considera l’elevato tasso di conversione degli stage in contratti di lavoro, dato che si attesta al 46% degli iscritti (12 studenti su 26). Il trend conferma ulteriormente la buona resa del processo di selezione anche se il compito è stato facilitato dall’ottima qualità dei curriculum dei candidati.

Il totale degli occupati contrattualizzati è pari a 17 (65%). Non mancano le iniziative imprenditoriali, al momento della rilevazione 2 in fase di start-up. Si conferma quindi una tendenza verso il lavoro autonomo già emersa nei due anni precedenti. Vera novità invece è data da coloro (3 persone in tutto) che continuano il proprio percorso di formazione post-universitaria. Di queste 1 ha iniziato la scuola di dottorato, mentre 2 sono sono nel Regno Unito impegnate in attività di studio-lavoro per perfezionare la conoscenza della lingua inglese. Solo 4 persone si dichiarano senza occupazione e alla ricerca di lavoro, il che corrisponde ad una percentuale del 15%. Tra gli occupati abbiamo anche un caso di iscrizione ad un corso di laurea specialistica.

Ci sono molte buone ragioni per pensare che questi ultimi casi siano il riflesso dei cambiamenti in atto nel sistema universitario, innescati con l’applicazione della riforma del 3 2. Il master non viene percepito come ultimo step di un percorso professionalizzante, bensì come momento integrabile in un progetto più ampio di formazione, propedeutico ad una ulteriore specializzazione universitaria.

 

4. Osservazioni a margine

È possibile considerare un ulteriore dato di sintesi sul placement complessivo rispetto ai primi tre anni del master, quello relativo alle aziende del settore che finora hanno assorbito in forma stabile o con forme di collaborazione continuativa. L’Accademia Nazionale di Santa Cecilia si è dimostrato il partner più ricettivo, dato che al momento vi lavorano 5 ex-studenti (più una sesta che lavora esternalizzata sul progetto Noteinviaggio), seguita da IMAIE con 3, Universo con 2 (un terzo, studente del primo anno di corso, ha trovato un’occupazione migliore a Londra). 2 persone sono state contrattualizzate alla Otium Records, 1 in ZoneAttive, Raitrade, Twilight, Mediart, Bixio Cemsa, Beatpick, Nokia-OD2, Sony Bmg, Audiocoop/MEI, Festa della Musica, Casa del Jazz, FNAC. Forme di collaborazione continuata nel tempo sono state attivate da Amit, DNA Concerti, Eko Music, On The Road, CNI Music, Altipiani, per limitarsi a quelle più note.

30 Giugno 2008




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