Codici distributori macchinette: quali sono? in che consistono?

Avete bisogno di uno snack o una bibita durante una lunga giornata di lavoro o di studio? Oggi la tecnologica ci rende semplice anche quest’operazione. Se un tempo erano maggiormente diffuse le merende homemade e magari portate pronte da casa, ormai , università, biblioteche e sale d’attesa sono letteralmente invase dai distributori automatici, ovvero delle macchine dove è possibile prendere merendine e bevande a qualsiasi ora, perché sempre aperti e funzionanti non avendo bisogno di personale addetto oltre a quello che, a scadenza regolare, deve andare a rifornire gli scaffali del distributore.

Bastano qualche moneta e un codice da digitare (per indicare il prodotto che si vuole acquistare) ed ecco che il gioco è fatto! Questa modalità di vendita è ideale per i consumatori, che possono avere snack e bibite a costi contenuti e sempre a disposizione, e anche per i venditori, che si vedono abbattere i costi dato che non serve personale e non serve possedere un locale fisico.

Storia dei distributori automatici

Il sistema dei codici è sicuramente figlio dei tempi moderni, ma forse non tutti sanno che il concetto dietro ai distributori automatici affonda le sue radici in epoche lontane: sembra, infatti, che il primo sia stato ideato da Erone di Alessandria nel 219 a.C., e che fosse una sorta di macchina distributrice di acqua per cerimonie propiziatrici nei templi, azionata per mezzo di monete che, cadendo su una leva, aprivano una valvola, erogando una determinata quantità di acqua.

In Italia l’arrivo dei primi distributori automatici si deve alla Coca Cola, che esportò dagli Usa questo sistema nel 1953, mentre per il primo distributore di caffè bisogna aspettare il 1963, quando una nota costruttrice di macchine da caffè da bar lancia l’E61, in grado di erogare un caffè inserendo una moneta da 50 lire.

Cosa sono e a cosa servono i codici distributori macchinette

Dai tempi di Erone di Alessandria si è percorsa molta strada: a oggi, infatti, i distributori automatici installati sul territorio nazionale superano i 2,5 milioni di unità. E non riguardano solo cibo: quelli che vendono snack e soft drink sono i più diffusi, ma se ne trovano anche che vendono gadget, prodotti di elettronica e di consumo, o anche biglietti per i mezzi di trasporto.

Sono delle vere e proprie vetrine, che servono ogni giorno milioni d’italiani nella loro vita quotidiana. L’utilizzo è molto semplice: basta leggere il codice riportato sotto il prodotto che ci interessa, digitarlo sull’apposita tastiera, inserire il prezzo richiesto e confermare l’operazione: un braccio meccanico estrarrà per noi il prodotto e ce lo consegnerà nello spazio apposito. E anche attraverso i codici funziona la programmazione dei distributori automatici: il proprietario, o l’addetto al rifornimento, riesce a impostare il prezzo delle bibite attraverso lo schermo esterno.

Attraverso una combinazione di tasti, infatti, può accedere al menù principale e, inserendo la password che ha precedentemente impostato, riuscirà non solo ad decidere il prezzo dei prodotti, ma anche controllare la temperatura interna del distributore e associare ad ogni prodotto un codice di corrispondenza.

Segnaliamo che in rete si trovano molti siti che, a detta loro, suggeriscono dei trucchi per entrare nel sistema del distributore automatico e, con dei codici precisi, evitare di pagare prendendo i prodotti gratis o quasi: ricordiamo che questa operazione è illegale e fortemente sconsigliata, in quanto equivale ad un furto vero e proprio.

Danila Autore

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