Come essere assunto sulle piattaforme petrolifere

Ci occupiamo di ogni genere di notizia che crei interesse e curiosità, ed è per questo che oggi tratteremo l’argomento di come essere assunto sulle piattaforme petrolifere con uno sguardo particolare all’iter per le eventuali candidature.

Le piattaforme petrolifere: cosa sono e quanti tipi ne esistono ?

Cominciamo con specificare che cosa sono le piattaforme petrolifere, come funzionano e qual’è la loro importanza. Le piattaforme petrolifere sono strutture, molto grandi, che vengono installate in mare, non vicine alle coste, per esplorare i fondali marini alla ricerca di eventuali giacimenti di petrolio o altri idrocarburi. Ma la loro funzione non si esaurisce qui: vengono utilizzate anche per procedere, ove il giacimento fosse accertato, alla perforazione del fondale per procedere all’estrazione. Ovviamente l’estrazione di petrolio e/o idrocarburi non è eterna: in questi casi le piattaforme che hanno esaurito il proprio compito vengono spostate ad altra localizzazione. Al di là della valutazione ambientale, bisogna dire che queste mega strutture sono opere di ingegneria molto avanzate tecnologicamente e costruttivamente. Sembrano tutte uguali se viste dall’esterno, ma così non è: le differenze tra una piattaforma e l’altra possono essere notevoli. Distinguendosi per grandezza e profondità di estrazione, possiamo dire che le più utilizzate sono quattro:

  • Shallow Water Complex: come dice il nome, sono più piattaforme collegate tra loro (complex), indipendenti per le funzioni e non lavorano a profondità troppo grandi; in effetti non vanno oltre i 100/150 metri. Si occupano sia di estrazione che di raffinazione.
  • Gravity Base Complex: imponenti, quest mega strutture sono formate da piloni di cemento armato, poggiati sul fondale mario. Non vengono fissati ma hanno bisogno di un appoggio stabile: la loro dimensione farà in modo che non si muovano.
  • Compliance Towers : grandi costruzioni ingegneristiche che hanno come base torri di acciaio ancorate al fondale fino ad una profondità di 900 metri.
  • Piattaforme galleggianti: Molto utilizzate per la loro versatilità e si distinguono a loro volta in tre tipologie: FPSO,utilizzata sia per estrarre che per stoccare petrolio/gas naturale; è utilizzata anche da collettore dei prodotti delle piattaforme ad essa collegate. la Tension Leg Platform (TLP), struttura imponente fissata al fondale marino da cvi ancorati fino alla profondità di 2000 metri. La SPAR, anch’essa fissata con ancoraggio di cavi al fondale ma con appoggio su una struttura cilindrica galleggiate. E’ possibile trovarla ancorata ad una profondità variabile che va dai 300 ai 3000 metri.
  • Detto ciò è bene scoprire ed accertarsi della modalità con cui si può far richiesta per lavorare proprio presso queste importantissime strutture. Che genere di esperienza è richiesta e che credenziali? Andiamo a scoprirlo insieme.

Piattaforme petrolifere: candidarsi non è mai stato così facile

Iniziamo con il dire che lavorare su queste piattaforme non è affatto una passeggiata, anzi lo si potrebbe definire un lavoro abbastanza rischioso. La retribuzione va in base alla mansione svolta, ma può arrivare anche ad una cifra di 8.000 € al mese. Per fare un esempio delle scale di “importanza” un assistente in una squadra di perforazione percepisce circa 3.000 euro mensili. Un meccanico, un cuoco o un idraulico guadagnano mediamente 4.000 euro, mentre un ingegnere circa 8.000 euro al mese netti.
Per lavorare sulle piattaforme petrolifere è fondamentale il livello di specializzazione professionale; più alta è la specializzazione più le mansioni sono ben retribuite.
Dato essenziale: conoscere la lingua inglese molto bene. Lavorare sulle piattaforma in Italia è quasi impossibile: le installazioni di tal genere sono in numero ridotto nel nostro Paese, e quelle che sono presenti formano una specie di lobby.
All’estero invece c’è molta più possibilità , soprattutto in Africa. Come candidarsi? Collegandosi ai siti online delle diverse compagnie come: Eni, Api, Erg e così tante altre.

Chissà che non possa essere una strada fortunata, tentar non nuoce!

Maria Autore

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