Contemplare: quando utilizzare il termine e sinonimi

La lingua italiana è composta da un insieme ricco e affascinante di parole: basti pensare che gli studiosi ne contano tra le 60.000 e le 120.000 tra quelle attualmente utilizzate. Eppure, nonostante il lessico sia formato da così tante parole, spesso s’incontra un fenomeno piuttosto singolare: si chiama polisemia, ed è la facoltà di alcune parole di avere significati diversi in base al contesto in cui vengono utilizzate.

La semantica – ovvero lo studio del significato delle parole – ci insegna, infatti, che ogni parola ha un suo insieme d’informazioni, ma il suo valore si mostra solamente in relazione al significato delle altre parole con le quali è collegato nel testo o nel discorso.

Un esempio di questa polisemia è rappresentato dal termine contemplare, che andremo ad analizzare nei prossimi paragrafi: una parola affascinante che evoca ricerca e introspezione, ma che può assumere significati diversi in base al contesto di utilizzo.

Tutti i significati del termine contemplare

L’etimologia della parola contemplare è derivata da due termini latini, ovvero cum e templum, in cui l’ultimo termine va a rappresentare lo spazio del cielo: era un termine che gli antichi romani usavano quando osservavano il volo degli uccelli in uno spazio circoscritto della volta celeste, traendone predizioni e auspici.

Da questa origine latina si è associato, in seguito, il gesto di alzare lo sguardo con la pratica di contemplare, intesa come nel suo senso principale. Consultando il dizionario, infatti, il primo significato che si attribuisce al termine contemplare è guardare a lungo, osservare con raccoglimento e ammirazione: ad esempio, si possono contemplare un panorama, un’opera d’arte, qualcosa di bello che ci suscita dei sentimenti di stupore e meraviglia, guardare qualcosa non solo con lo sguardo, ma soprattutto con la mente.

Proprio questo legame con la mente e il pensiero, ci porta al secondo significato riconosciuto del termine contemplare, ovvero il concentrarsi intellettualmente su qualcosa, il meditare su misteri sconosciuti e incomprensibili, come ad esempio quelli legati alla fede e alle religioni. In questo senso, il contemplare non implica solo l’osservare con ammirazione qualcosa che ci colpisce, ma implica un atto d’interrogazione interiore, che attraverso il guardarci dentro ci porta a trovare una risposta tale interrogazione.

Esiste, infine, un terzo significato che si allontana dalla sfera intellettuale, sentimentale e metafisica, per dare alla parola contemplare un significato molto più concreto: usato in determinati ambiti, soprattutto tecnici e giuridici (ma ormai è un uso che è entrato fortemente anche nel linguaggio comune), contemplare assume il significato di prevedere, prendere in considerazione, come ad esempio nelle frasi “il regolamento non contempla questa possibilità” o “quest’ opzione non è proprio contemplata”.

Infine, dal punto di vista logico-linguistico, contemplare viene usato anche per esprimere un rapporto di relazione – inclusività o sequenzialità – tra due concetti o due cose: si dice, infatti, che un elemento è contemplato da un altro, quando si vuole far capire che il primo è previsto dal secondo.

Sinonimi di contemplare

Ammirare, fissare, osservare, rimirare, scrutare- (v.) comprendere, considerare, contenere, includere, tener conto- (v.) pensare, ponderare, riflettere.

Contrari di contemplare

Lasciar da parte, tagliar fuori, saltare, trascurare, sorvolare su, scordare, eliminare, ignorare, dimenticare, tralasciare, lasciar perdere, omettere.

Danila Autore

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