Dieta senza nichel: fa dimagrire? In cosa consiste? Esempi e menu

Non è un argomento di cui si parla spesso, ma in realtà l’allergia da nichel è un problema molto diffuso e a volte può essere causa di sintomi che non comprendiamo o di diete che non funzionano. Chi soffre di allergia nei confronti di questo metallo, infatti, potrebbe aumentare di peso, oppure potrebbe accusare sintomi come emicranie continue, orticaria, bruciore, gonfiore, arrossamenti improvvisi, stanchezza, stitichezza, diarrea.

Ovviamente per diagnosticare un’allergia da nichel è necessario verificare tramite analisi specifiche: se, dopo il consulto medico, risulta effettivamente un’intolleranza è possibile seguire delle accortezze alimentari che aiutino ad evitare certi tipi di alimenti, migliorando così il proprio stato di salute. La dieta senza nichel, quindi, non è una dieta normale prescritta per dimagrire: si tratta di un regime alimentare studiato appositamente per chi è allergico a questo metallo, e va seguita solo sotto il controllo di un medico.

In cosa consiste una dieta senza nichel

Iniziamo andando a capire che cos’è il nichel. Si tratta di un metallo che è presente praticamente ovunque: si trova nei gioielli, negli oggetti metallici, nelle stoviglie, nelle tinture – sia per abiti sia per capelli -, nei cosmetici e, in molti casi, anche negli alimenti.

Essendo così diffuso, non è facile eliminarlo, ma è possibile ridurne l’ingerimento tramite, appunto, una dieta nichel-free. Prima di iniziare una dieta senza nichel è importante eseguire un patch test in ospedale o in un centro di allergologia: consiste nell’applicare una piccola parte di nichel sulla pelle che sarà poi controllata dopo 24, 48 o 72 ore, e in base alla reazione cutanea si stabilirà se si è allergici e il grado di allergia.

A questo punto è possibile iniziare una dieta specifica, che però deve essere necessariamente seguita da un medico: infatti, individuare il nichel negli alimenti è difficilissimo, soprattutto per quanto riguarda gli alimenti di origine vegetale, in cui la concentrazione del metallo dipende da una serie di fattori come il terreno, la pianta, la stagione in cui è cresciuta. Eliminare gli alimenti tutti insieme in un  colpo solo sarebbe un grave errore e può portare a gravi carenze alimentari, quindi bisogna necessariamente rivolgersi a un esperto.

Esempi di alimentazione senza nichel

In generale gli alimenti di origine vegetali hanno più nichel rispetto a quelli di origine animale, e tra questi in particolare vanno evitati il cacao, le noci, le nocciole, le arachidi, i cereali integrali e i legumi.

Un altro consiglio da seguire è quello di preferire gli alimenti freschi a quelli conservati, mentre una massima attenzione va riservata a formaggi e latticini, soprattutto per le confezioni in cui sono venduti.

Frutta e verdura da evitare funghi, asparagi, carciofi, broccoli, cipolla, fagioli e fagiolini, pomodoro, radicchio, rucola, sedano, ananas, anguria, ciliegie, frutti di bosco, lenticchie, lattuga, piselli, sedano, arachidi, mandorle, noci, prugne secche e pistacchi. Vanno bene, invece, ceci, peperoni, barbabietola rossa, cetrioli, melanzane, zucchine, melone, pesca, banana e agrumi.

Tra le pietanze da evitare ci sono anche molti frutti di mare – mentre sono consentite le carni, sia rosse che bianche – ed è meglio non assumere anche concentrati di pomodoro. Il nichel può essere presente anche nelle bevande, soprattutto in quelle in lattina, che vanno evitate e cui si deve preferire la confezione in vetro.

Danila Autore

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