Lobectomia polmonare: di che cosa si tratta? Chi deve farla?

Tra le prime cause di morte in Italia, a oggi, purtroppo il tumore polmonare risulta essere in cima alla classifica. Fortunatamente però la medicina compie costantemente passi da gigante, ed è quindi possibile intervenire chirurgicamente negli stati precoci di questo tipo di tumore e avere così elevate possibilità di guarigioni: fondamentale è quindi fare prevenzione costante così che, nel peggiore dei casi si abbia questo tipo di male, si possa intervenire subito grazie a una diagnosi precoce.

Nel caso di un tumore polmonare in stato iniziale l’intervento previsto è la lobectomia polmonare, ossia l’asportazione di un lobo polmonare. Andiamo a capire nello specifico di che tipo d’intervento e in quali casistiche viene consigliato.

Che cos’è la lobectomia polmonare

Partiamo dall’indicare che ogni polmone si suddivide in sezioni chiamati lobi: il polmone destro ne ha tre, quello sinistro invece ne ha 2, e quindi in questo modo, quando un problema colpisce una singola parte o un solo lobo, è possibile rimuovere solo l’area interessata e preservare invece la parte sana dell’organo.

È esattamente quello che fa la lobectomia polmonare: quest’operazione chirurgica, infatti, prevede l’asportazione di un lobo polmonare tramite un’incisione che viene effettuata solo a livello del lobo interessato, spesso passando dalla parte anteriore del petto. Prima di sottoporsi a questo tipo d’intervento il paziente deve avere cura di seguire delle particolari indicazioni: smettere di fumare, non assumere pasti o bevande bere durante le otto ore prima dell’intervento, interrompere l’assunzione di farmaci e informare il chirurgo di particolari stati, come allergie, patologie, possibili gravidanze o necessità di assumere anticoagulanti.

Per quanto riguarda il recupero post intervento, saranno necessarie alcune settimane prima di tornare alla normalità, soprattutto perché ci sarà bisogno di praticare dei particolari esercizi di respirazione che, anche se inizialmente dolorosi, permetteranno ai polmoni di riaprirsi completamente. Potrebbe essere necessario, nel primo periodo post operazione, ricorrere all’aiuto di una bombola di ossigeno per aiutare la respirazione.

Una delle alternative esistenti all’intervento di lobectomia polmonare è quello di ricorrere alla chirurgia robotica: questo tipo di procedura consente l’accesso al lobo interessato in modo minimamente invasivo, con minore aggressività ai tessuti dell’area e con un periodo postoperatorio più rapido.

In quali casi è necessaria una lobectomia polmonare?

L’intervento chirurgico di lobectomia polmonare viene praticata per trattare diverse malattie o problemi polmonari: sono diversi, infatti, i casi in cui la rimozione di un lobo polmonare può evitare la diffusione di una malattia a tutto il polmone.

In particolare, sono trattabili con la lobectomia malattie come:

  • Tubercolosi. Infezione batterica cronica che infetta i polmoni.
  • Ascesso polmonare. Una zona di pus che si forma nel polmone e che, se non passa con gli antibiotici, va necessariamente rimossa.
  • Enfisema. Malattia cronica dovuta alla rottura delle fibre elastiche nei polmoni e che provoca una difficoltà respiratoria, poiché i polmoni si muovono a fatica.
  • Tumore benigno. Una crescita anomala che ancora un cancro, ma preme sui vasi sanguigni e può disturbare il funzionamento anche di altri organi.
  • Cancro ai polmoni. Tipo di cancro che interessa i bronchi, uno o più lobi o altri tessuti polmonari. Se non trattato è ad alto rischio diffusione, quindi è fondamentale un intervento tempestivo.

Danila Autore

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