Nuova stagione per investire in Borsa

Si apre una nuova stagione per gli investitori italiani: quella che sembrava essere una notizia particolarmente elettrizzante, difatti, si è conclusa di recente con un netto rifiuto dalla LSE, ma che non manca di ripercussioni anche per la nostra Piazza Affari.

Alla seconda settimana di Settembre 2019 risale la proposta della Borsa di Hong Kong di acquisire la London Stock Exchange per 39 miliardi di dollari. Si tratta di una richiesta che è stata attentamente valutata dalla Borsa di Londra che ha fatto sapere, dopo pochi giorni, che il Consiglio ha votato all’unanimità il rifiuto dell’offerta.

Fusione Hong Kong-Londra: prospettive           

Le prospettive di una simile fusione, la cui possibilità non è ancora completamente da avvallare in quanto il colosso finanziario cinese probabilmente tornerà alla carica con un’offerta maggiorata, sono innumerevoli.

Non solo, infatti, la LSE controlla anche la nostra FTSE Mib di Piazza Affari, ma una fusione con la Borsa di Hong Kong creerebbe un gruppo dal valore complessivo di 70 miliardi di dollari e capace di permettere di fare trading per circa 16 ore consecutive (grazie allo scarto di fusi orari), lasciando scoperte unicamente le otto ore di apertura della NYSE.

La proposta è stata ritenuta «non credibile»,e non poche preoccupazioni sono state manifestate circa la valorizzazione dell’indice della LSE in seguito alla realizzazione di una simile operazione. Attualmente la Borsa di Londra si è detta interessata a concentrarsi sull’acquisizione di Refinitiv, operazione che potrebbe concludersi nei primi mesi del 2020, e sorvolare sulla proposta della ex-colonia.

In seguito al rifiuto da parte del Consiglio, le azioni della LSE sono salite quasi di due punti, una magra consolazione per la maggior parte degli investitori che, al contrario, vedeva di buon occhio l’intera operazione. La creazione di un blocco intercontinentale, difatti, potrebbe aprire la strada a nuove e interessanti possibilità per tutti i trader che quotidianamente operano su LSE e FTSE Mib.

Piazza Affari dopo l’acquisizione da parte della LSE

Gli investitori di Piazza Affari, in particolar modo, in seguito all’acquisizione della FTSE Mib da parte della LSE nel lontano 2007, hanno giovato della fusione specialmente in termini di aumento della valutazione delle azioni della Borsa Londinese. Dal 2007, infatti, il 56% circa degli utili della Borsa di Londra sono stati garantiti da Piazza Affari, sulla quale vengono effettuati gli investimenti anche sui titoli di Stato italiani.

Si tratta di titoli particolarmente ghiotti non solo per i trader privati, ma anche per le cospicue casse degli investitori istituzionali cinesi, la cui ingente liquidità necessita di sempre maggiori mercati in cui poter essere immessa e investita.

Contrariamente alle opinioni di chi è a digiuno di nozioni basilari circa il mercato finanziario, non si tratta affatto di una svendita alla Cina dei mercati finanziari europei quanto, piuttosto, di un’operazione volta ad ampliare le possibilità di investimenti e ad accrescere la disponibilità di mercato. In poche parole: più liquidità sui mercati implica maggiori possibilità di investimenti anche per gli enti istituzionali che su tali mercati operano o sono presenti.

La proposta, rifiutata in quanto ancora incapace di tranquillizzare i vertici dirigenziali, probabilmente sarà riproposta a breve.

Cogliere le opportunità

In attesa che la vicenda trovi nuovi risvolti, lasciaci darti un consiglio: una fusione di questa entità, se dovesse avvenire, sarà un’opportunità d’oro anche per i piccoli investitori.

Per questo motivo ti invogliamo a cogliere l’opportunità e ad informarti il prima possibile su come imparare ad investire in Borsa: a giovarne non sarà unicamente il tuo portafoglio, che potrebbe ingrassare cospicuamente grazie ad investimenti più accurati e con maggiori probabilità di successo, ma anche la tua capacità di interpretare le notizie.

Distinguere tra una falsa considerazione (tipo l’interpretazione della fusione come svendita alla Cina dei nostri mercati finanziari) e una lettura più realista degli eventi (la chiusura dei mercati non è una opzione contemplata dall’attuale sistema economico) è essenziale per non cedere a pregiudizi e cattive credenze.

Marco Autore

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