Photinia: cos’è, utilizzi, coltivazione e habitat

La Photinia è una delle più comuni piante da siepe che certamente ti sarà capitato di osservare passeggiando, soprattutto in primavera, quando i suoi tantissimi e profumati fiori bianchi iniziano a riempirla inebriando le strade delle città. Si tratta di una pianta di facile manutenzione, per questo è così ampiamente diffusa, anche perché tende a non crescere molto in altezza e si espande facilmente lungo le siepi. Ama i luoghi luminosi, soleggiati o al massimo semi ombreggiati e necessita di terreni sufficientemente drenati, una delle poche accortezze che è bene riservarle per ottenere una siepe degna di essere ammirata.

Photinia: come si coltiva

Il periodo ideale per la messa a dimora della Photinia è l’autunno, stagione in cui, in siepi già stabilizzate si vedrà la comparsa delle tipiche bacche rosse. Le innaffiature non sono un grande problema di questa pianta, basti pensare che anche in estate, stagione in cui tutti temono particolari necessità di ogni pianta, la Photina può essere tranquillamente bagnata anche ogni 3-4 giorni.

Se hai deciso di ingentilire la siepe del tuo giardino con la Photinia, certamente vorrai sapere anche come e quando potarla. Generalmente si pota una o massimo due volte all’anno e sempre dopo il periodo della fioritura, quindi potrai tranquillamente farlo da settembre. Si potano le ramificazioni più lunghe cercando di mantenere intatte le foglie più giovani, così che la sua sua chioma resti integra e in salute. 

Anche le sue esigenze in quanto a concimazione non sono particolarmente importanti. Essendo tutto sommato una pianta autosufficiente, potrai a tua discrezione riservarle un trattamento particolare di concimazione magari alla fine dell’inverno, quando si prepara a fiorire e a riempire la tua siepe di colore e profumi.

Photinia: tipologie

Esistono diverse tipologie di Photinia:

  • Photinia Red Robin: le sue foglie sono rosse, può arrivare anche a 4 metri di altezza e fiorisce in primavera, generalmente tra aprile e maggio. Bisogna fare attenzione a non ingerire le sue bacche perché sono velenose;
  • Photinia Glabra: la specie che dà origine alla Red Robin, particolarmente usata nei paesi orientali per la meditazione, grazie al particolare odore delle sue foglie bruciate che favorisce il relax. Al contrario della Red Robin, le sue bacche non sono velenose;
  • Photinia X Fraseri: è una Photinia sempreverde, una tra le più utilizzate per le siepi grazie ai suoi piccoli fiori fittissimi;
  • Photinia Serrulata: questa può essere potata sia in forma di siepe che di albero. Diffusa soprattutto in Asia, presenta foglie velenose e può raggiungere anche gli oltre 10 metri di altezza;
  • Photinia Nana: utilizzata maggiormente in vaso e per riempire piccole bordure date le sue ridotte dimensioni.

Photinia: malattie

Abbiamo detto che la Photinia è una piatta decisamente resistente, questo però non la rende immune da malattie e parassiti che possono colpirla. Tra i parassiti più frequenti si riscontrano gli afidi e la cocciniglia, ma anche l’Entomosporium Maculatum, che colpisce questa pianta soprattutto in primavera.

Per prevenire e limitare i danni di queste malattie è sempre buona norma tenere il terreno che circonda la Photinia pulito dalle foglie cadute ed eseguire periodicamente dei trattamenti a base di olio minerale. Un’esposizione al sole che la mantiene asciutta è certamente un accorgimento importante.

Danila Autore

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