Pragmatiche: significato ed utilizzo

La parola “pragmatico”, secondo il vocabolario della Treccani, sta ad indicare qualcosa che riguarda prevalentemente un’attività specifica, e può essere usata in molteplici contesti, anche nella sua forma plurale femmine.

I contesti

“Pragmatico” è un aggettivo di origine latina, pragmaticus, che significa “attinente ai fatti”, ed il suo femminile plurale, “pragmatiche”, può indicare delle persone che agiscono in maniera pragmatica, ovvero che si concentrano su un’azione sola, in maniera diligente.

Tra i sinonimi di questa parola, si possono includere i termini concreto, pragmatista, pratico, e realista, mentre tra i suoi contrari si annoverano le parole astratto, idealista, utopico e teorico.

Si possono fare alcuni esempi come:

  • nella vita professionale risultano molto pragmatiche;
  • sono state molto pragmatiche nella loro relazione scritta;
  • sono troppo pragmatiche per essere romantiche.

Il pragmatismo

L’aggettivo pragmatico, tuttavia, non si riferisce, solo al modo di essere di una o più persone, ma può riferirsi anche a chi segue il pragmatismo, un sistema filosofico nato negli Stati Uniti nel XIX secolo, ispirato da Ralph Waldo Emerson (1803-1882).

Il termine fu introdotto dal filosofo statunitense Charles Sanders Perice (1839-1914), che coniò il termine pragmatism dal senso terminologico usato da Immanuel Kant per distinguere la ragion pratica dalla ragion pragmatica, per indicare la concezione analitica del linguaggio secondo la quale, per confermare la veridicità di un’affermazione, bisogna accertarne l’applicazione pratica, verificandone la validità teoretica.

Questa teoria, tuttavia, fu di nuovo riformulata da un altro filosofo, William James (1842-1910), che ne accentuò il suo valore conferendogli dei caratteri inerenti a teorie morali e metafisiche.

Un pragmatista, in sostanza, è una persona che usa dei metodi di ragionamento o degli atteggiamenti comportamentali che privilegiano la concretezza e la pratica alla teoria.

La pragmatica

Con questo termine si può indicare una disciplina linguistica, che esamina una lingua usata contestualmente come un’azione concreta. Questa disciplina è nata nel XX secolo, ad opera di un semiologo statunitense Charles William Morris (1901-1979).

Lo sviluppo di questa disciplina impegnò, oltre a Morris, diversi studiosi, a metà del Novecento, in numerosi campi, dai filosofi ai sociologi, ed è soggetto di studio anche adesso.

La pragmatica si prefigge di studiare gli enunciati, composti da sintagmi, usati nelle conversazioni, facendo una distinzione tra intenzione ed enunciato, comprendono il significato che gli viene conferito (competenza pragmatica).

E’ difficile, con il termine pragmatiche, riferirsi a qualcuno che segue il sistema filosofico del pragmatismo, ma viene utilizzato per indicare delle persone diligenti e concrete. In un contesto inerente a qualche studio, si può riferire anche alla disciplina linguista pragmatica.

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