Prodigalità: cosa significa, come si usa il termine, sinonimi e contrari

Le parole sono la più grande bellezza della lingua italiana, in grado di raccontare tutta la ricchezza di una cultura che, da sempre, affascina tutto il mondo. Ogni giorno usiamo centinaia di termini per parlare, ma di quante parole è composto in effetti il bagaglio di termini di un parlante italiano? È stato stimato che, in media, un italiano conosce circa 7mila parole, un insieme che costituisce il suo lessico fondamentale utilizzato nella vita quotidiana.

Ma le parole che compongono la lingua italiana, in realtà, sono molte di più: basti pensare che gli studiosi calcolano che i termini attualmente in uso si attestino tra le 60.000 e le 120.000, senza contare tutti quei termini che sono caduti in disuso con il passare del tempo.

Si capisce facilmente come sia impossibile conoscere tutte le parole che compongono l’italiano, e come sia facile spesso imbattersi in termini di cui non si comprende il significato. Quello che è importante, in questi casi, è andarsi a informare in modo da arricchire il nostro lessico con nuove conoscenze, sia per il nostro bene, sia per preservare un patrimonio culturale che merita di essere conosciuto e tramandato.

In questa ottica, oggi andiamo a conoscere meglio il termine prodigalità.

Origine e significato della parola prodigalità

Prodigalità è un termine che, come la grande maggioranza delle parole italiane, deriva direttamente dal latino: in particolare, in questo caso, deriva da prodigitas o prodigentia, e il suo significato è rimasto immutato nel tempo.

Con prodigalità, infatti, si intende l’atteggiamento di una persona prodiga, ovvero che ha la tendenza a spendere o donare in maniera eccessiva, senza riflessione o controllo. Una persona, insomma, che tende a sperperare quello che ha senza pensarci due volte sopra.

Un tipo di atteggiamento conosciuto in tutte le epoche, tanto che Dante nella sua Divina Commedia creò un girone infernale – il quarto, precisamente – dedicato proprio ai prodighi, che vengono sottoposti alla stessa pena degli avari: per il poeta fiorentino, infatti, la prodigalità è mossa dallo stesso movente dell’avarizia, con l’unica differenza che la seconda ha la volontà di accumulare ricchezze per il piacere del possesso, mentre la prima le accumula per profonderle irragionevolmente.

La prodigalità ha assunto, in epoca più moderna, anche un significato prettamente giuridico: la legge si interessa di prodigalità quando lo sperpero di denaro – per incapacità di apprezzarne il valore, per leggerezza, per ostentazione o per una vera e propria patologia – porta gravi conseguenze economiche sia per il soggetto che sperpera sia, soprattutto, per la sua famiglia (l’esempio più classico, in questo senso, è il vizio del gioco d’azzardo).

Esempi di frasi con prodigalità

  • S’è rovinato per la sua prodigalità.
  • Talvolta la prodigalità non è meno riprovevole dell’avarizia.
  • Non approvo le sue prodigalità.
  • Ribadisce come è necessario neutralizzare l’«inutile prodigalità di supplizi» ampiamente diffusi nella società del suo tempo.
  • La necessità di combattere su vari fronti e di risanare il bilancio, danneggiato dalla prodigalità del suo predecessore, lo indusse ad aumentare le tasse e di ridurre le paghe dei soldati.
  • Una volta un ciambellano, preoccupato di questa prodigalità eccessiva, rimproverò l’imperatore.
  • Non si è viziosi che per il vizio, non si è virtuosi che per la virtù; così non si è frugali che per riguardo alla propria prodigalità. (Jacques Deval)
  • La peggior prodigalità è quella del tempo. (Cesare Cantù)

Sinonimi di prodigalità

Tra i sinonimi più diffusi di prodigalità troviamo: carità, generosità, grandezza, larghezza, magnanimità, munificenza, spreco.

Contrari di prodigalità

Tra i contrari più diffusi di prodigalità troviamo: avarizia, grettezza, parsimonia, economia, misura, risparmio, spilorceria, taccagneria.

Danila Autore

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