Religioso musulmano: storia e curiosità dell’IMAM

La terminologia IMAM si riferisce ad una radice lessicale tradotta letteralmente in ‘stare davanti’, ma anche ‘essere guida’. Nel caso della religione musulmana l’IMAM indica una guida morale e spirituale all’interno della preghiera canonica ṣalāt.

L’IMAM rappresenta quindi una guida spirituale religiosa estesa ai capi dei movimenti politici e religiosi stessi. Andiamo ad approfondire tutte le caratteristiche e l’origine dell’IMAM nel corso dei paragrafi seguenti.

IMAM: storia e caratteristiche

Dal punto di vista religioso l’IMAM indica una guida spirituale, mentre dal punto di vista istituzionale rappresenta il capo della comunità islamica. All’interno della comunità islamica sciita la figura dell’IMAM viene considerata una guida per moltissimi esseri umani, in stratta relazione con la parentela di sangue con il cugino del profeta Maometto.

All’interno della comunità sciita il numero massimo di spiriti guida IMAM, dediti alla guida dei fedeli musulmani, corrisponde a 12, mentre per la comunità ismailita a 7. L’ultimo degli IMAM viene considerato occulto agli occhi umani, in attesa di potersi manifestare al termine della fine dei tempi, per riportare l’Islam alle origini più pure.

Ogni musulmano religioso praticante si sottomette al volere di Dio, come vuole l’espressione letteraria legata alla parola Islam, rifacendosi ai concetti di una religione monoteista con la presenza di un solo ed unico Dio. I fedeli dell’Islam vengono chiamati musulmani, mentre il più grande profeta portavoce della fede viene identificato in Maometto.

Il portavoce Maometto, nato all’incirca nel 570, viene considerato dai musulmani l’ultimo profeta al mondo inviato direttamente da Dio, incaricato di diffondere il messaggio dell’arcangelo Gabriele. La fede dell’Islam racchiude le rivelazioni del Dio, chiamato Allah, sin dal principio della vita umana sul pianeta Terra, a partire quindi dal profeta portavoce Adamo.

Tutte le rivelazioni dell’Islam e dell’IMAM sono contenute all’interno del libro musulmano sacro, il Corano. La traduzione letteraria del Corano significa per l’appunto ‘Predicazione’, rappresentando la stessa importanza della Bibbia per la religione cristiana.

Il libro del Corano comprende in tutto 114 capitoli di lunghezze differenti, suddivisi in versetti, i quali devono essere imparati a memoria da ogni credente. Le preghiere dei musulmani comprendono cinque ripetizioni giornaliere, mentre il luogo di ritrovo per la preghiera è la Moschea.

Ogni Moschea non può comprendere immagini di Allah, ma soltanto figure di animali, arabeschi e piante vegetali. L’entrata all’interno della Moschea prevede inoltre il lavaggio delle mani e dei piedi da parte dei fedeli per purificare il corpo e lo spirito. Le Moschee devono essere orientate categoricamente verso la Mecca, la città dove nacque il profeta Maometto.

Serena B. Autore

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