Scansione e stampa 3D: caratteristiche, vantaggi e principali settori d’impiego 

L’ultima frontiera della stampa digitale è, senz’altro, quella in 3D. Si tratta di una tecnica che permette di ricreare un’immagine in tre dimensioni, avendo di fatto un oggetto da utilizzare come prototipo, stampo o per decine di altri impieghi. Allo stesso modo, la scansione in 3D consente di fare misurazioni accurate dal proprio PC per progetti importanti, ad esempio nell’ambito dell’architettura. 

Questi servizi, dunque, vengono sfruttati sempre più in ambito professionale, dato che sono numerosi i settori d’impiego che possono beneficiare di queste tecniche all’avanguardia. Le opportunità a disposizione di aziende e imprese da parte sono numerose e possono essere valutate direttamente online.  

Per esempio, sul sito di corsa3d.it, azienda leader di riferimento del settore, è possibile non soltanto prendere visione di tutti i servizi offerti, ma anche illustrare il progetto che si è intenzionati a sviluppare.

Il reverse engineering

Letteralmente significa “ingegneria inversa” e prevede si parta da un oggetto già esistente per effettuare una scansione accurata e riprodurlo digitalmente, al fine di ricopiarne le precise caratteristiche o persino di migliorarle.  

Esistono software CAD dedicati, come per esempio Catia o PowerShape, che riescono a catturare misurazioni e superfici interne più nascoste e le loro applicazioni vanno dall’ingegneria avanzata allo studio di reperti archeologici, fino alla ricostruzione di dispositivi elettronici.  

I diversi tipi di scansione 3D

Per scansionare in 3Dsi può ricorrere a diverse tipologie di metodi. Il più utilizzato attualmente è, senz’altro, quello che prevede l’impiego di una sonda da dover far passare su tutta la superficie dell’oggetto. Allo stesso tempo, in ogni caso, si sta diffondendo sempre di più anche una tecnica altrettanto accurata e di più facile impiego come la scansione ottica.  

Il principio di questo tipo di processo si basa sull’acquisizione di determinati punti fermi dell’oggetto tramite l’applicazione di appositi marcatori adesivi. Vanno però tenuti in considerazione, per ottenere una risoluzione dell’immagine migliore, anche il materiale e il colore: per esempio, se riflettono eccessivamente la luce andranno attenuati con uno spray apposito. 

Che si scannerizzi l’elemento desiderato in modo completamente automatico oppure manuale, il risultato dovrà essere un modello digitale perfettamente riprodotto, denominato STL. Tale file sarà determinante per apportare le modifiche necessarie all’oggetto o per avere un modello da ricostruire fedelmente in digitale 

La scansione ottica, infine, può essere a luce strutturata o a laser: uno scanner che sfrutti la luce strutturata impiega solitamente quella bianca oppure quella blu e converte l’oggetto in un’immagine composta da linee o punti.  

Risulta il metodo più veloce e consente di ottenere risultati ben definiti. Il laser, invece, a fronte di tempistiche maggiori, può toccare in modo ancor più accurato le varie superfici presenti. In entrambi i casi, per velocizzare le operazioni possono essere utilizzati piani di lavoro mobili o persino robot dedicati.

La stampa in 3D

Quando l’acquisizione dell’oggetto è completa e sono state apportate le modifiche necessarie, è anche possibile ricrearne un prototipo che servirà poi per la realizzazione finale.  

Basterà stamparlo utilizzando fibre plastiche o persino leghe metalliche: più si vorrà un prodotto accurato e completo, maggiori saranno i materiali da impiegare e quindi le dimensioni di questa peculiare stampante 3D. Le tecniche utilizzate, a seconda degli scopi, sono diverse.

I diversi tipi di stampa in 3D

La più frequente è la modellazione a deposizione fusa (FDM): una serie di ugelli rilascia filamenti di plastica fusa (la termoplastica più usata è l’ABS) e li deposita su un piano finché non viene riprodotta la figura desiderata.  

La stereolitografia, invece, sfrutta la possibilità della resina di essere polimerizzata dai raggi UV per ricreare prototipi più precisi e dalle superfici più lisce: per questa maggiore accuratezza, i campi in cui viene più apprezzata sono quelli dell’ottica, della gioielleria e dell’odontoiatria, passando per il modellismo di precisione.  

La SLM (Selective Laser Melting) sfrutta, invece, le polveri metalliche: attraverso la loro fusione, è possibile avere degli stampi perfetti in poco tempo, che risultano anche estremamente solidi e resistenti.  

Gli stampi in sabbia, infatti, sono spesso impiegati nelle fonderie grazie alla loro solidità e adattabilità alle alte temperature. Spesso viene usata, per legare meglio, la resina furanica che è più efficace di quella classica. 

Affidandosi a dei professionisti del settore, come il team di Cor.Sa 3D, si avrà la possibilità di essere assistiti in ogni fase del progetto e di essere consigliati in merito alle tecniche più adatte alle proprie specifiche necessità. 

Marco Autore

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