Schiavo spartano: chi era? Come veniva impiegato?

Gli Iloti, ovvero gli schiavi spartani, secondo i commentatori, sarebbero stati dei discendenti degli abitanti della Laconia, sottomessi ai Dori, nel X secolo a.C., e conquistati da Sparta tra l’VIII-VII secolo a.C.

Che ruolo avevano nella società spartana?

Essendo della schiavi, gli Iloti erano di proprietà dello Stato, e venivano destinati ai lavori più diversi, da quelli domestici a quelli agricoli. Potevano essere arruolati anche nell’esercito, nei ruoli degli addetti al vettovagliamento (distribuivano generi di conforto) o come opliti, ovvero dei soldati di fanteria.

In quanto al loro numero, Tucidide riferiva che erano in un numero maggiore rispetto a quelli di Chio, ed Erodoto, ne annovera 35,000 nella battaglia di Platea. Nonostante ciò, gli Spartiati, i cittadini con pieni diritti, erano sempre più numerosi, ma non mancarono degli episodi di riscatto degli Iloti, ed una di queste doveva essere avvenuta durante il terremoto del 464-463 a.C.

Nonostante questo, ogni anno gli efori, ovvero i magistrati spartani, dichiaravano guerra agli Iloti come forma di atto rituale, come a formalizzare i rapporti delle due classi ed ammonirli, ricordando che muoversi contro i cittadini liberi era un sacrilegio.

Gli schiavi spartani potevano essere liberati dallo Stato per meriti militari o per riscatti, ma avevano una condizione simile a quelle dei perieci, ovvero dei gruppi di persone libere che, tuttavia, non avevano lo status di cittadini e vivevano al di fuori della polis. I figli di donne Ilote e di Spartiati, invece, godevano dei diritti politici.

Le battaglie degli Iloti

A descrivere le posizioni in battaglia degli Iloti, è soprattutto Tucidide, nella battaglia sopracitata. In quell’occasione, gli Iloti vennero inviati in Attica in spedizioni militari, per essere messi alla prova, con la promessa di essere liberati. Ne vennero scelti duemila, che gli spartiati fecero girare nei templi con delle corone, ma in seguito di loro non si seppe più nulla.

Le ribellioni degli Iloti, sebbene fossero state disorganizzate e piene di difficoltà, non mancarono, soprattutto in Messenia, dal 490 al 410 a.C. A sollevarle furono dei rivoluzionari come Cinadone e Pausania.

Uno dei fatti più gravi, sicuramente risale al 464 a.C., quando un terremoto colpì la città di Sparta e gli Iloti si rinchiusero nella fortezza di Itome, per otto anni. Gli Iloti furono liberati definitivamente dopo la battaglia di Leuttra (371 a.C.), dopo l’intervento di Epaminonda, e fondarono un loro Stato sul monte Itome. In Laconia, la sottomissione degli Iloti allo Stato continuò quasi fino al 200 a.C., finché la maggior parte non venne liberata per meriti militari.

Marco Autore

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