Umidità di risalita: consigli per chi pensa di risolvere da solo

L’umidità da risalita rappresenta uno dei problemi maggiori per le nostre case e i nostri garage. È tipica delle abitazioni a piano terra che sono a contatto diretto con il suolo ed è provocata dall’acqua presente nello stesso che per uno scarso drenaggio e soprattutto per la mancanza di un adeguato sistema di impermeabilizzazione viene assorbito dalle pareti e dal pavimento rovinando sia l’estetica della nostra abitazione ma soprattutto inficiando la stabilità strutturale dell’immobile. Nelle sue guide, la nota azienda Yume Srl ci spiega come risolvere l’umidità di risalita in maniera definitiva, in modo professionale e a costi contenuti.

Quando si presenta questo tipo di problema molti cercano di correre ai ripari tramite il consiglio dell’amico o di qualche forum sulla rete che suggeriscono le soluzioni più disparate e non sempre in totale sicurezza. Quando si parla di soluzioni fai da te si trascura un problema principale: l’umidità da risalita non è sono una questione estetica ma è un problema strutturale dell’abitato. Detto ciò si può dedurre che ritinteggiare le pareti “risolve” il problema giusto il tempo che l’umidità intacchi nuovamente la vernice mentre le pareti rimarranno costantemente all’azione devastante della falda acquifera. Molti altri si limitano a fare un vespaio isolante sotto il pavimento che sebbene riduca l’effetto dell’umidità del pavimento stesso continua a lasciare le pareti esposte al problema. Quello che non si valuta è che l’esposizione prolungata dei muri all’umidità con il tempo ne indebolisce la struttura poiché penetrando negli strati più porosi sgretola lentamente i materiali utilizzati per la costruzione ed agire in ritardo potrebbe rappresentare un pericolo per i nostri familiari e per la nostra amata casa. Ricordate, inoltre, che tagliare alla base le pareti per inserirvi del materiale isolante non soltanto è una tecnica pericolosa per la stabilità della vostra abitazione ma è anche un’azione vietata dalla legge.

Rivolgersi a ditte o personale qualificato, anche per un semplice consulto, è la soluzione migliore per evitare qualsiasi tipo di problema. Dopodiché è opportuno valutare le soluzioni che ci vengono proposte in base alla gravità del nostro problema. Essere informati sulle tecniche più innovative e funzionali e soprattutto conoscere cosa non fare è il passaggio fondamentale quando analizziamo le soluzioni che ci vengono proposte. Dunque, detto ciò che non bisogna fare passiamo ad analizzare due tecniche molto efficaci e che risolvono il vostro problema definitivamente.

La barriera chimica è una delle soluzioni definitive più valide ed utilizzate in edilizia. Consiste nel forare le pareti e introdurre all’interno del materiale da costruzione particolari composti chimici che servono ad isolare la parete e bloccano il flusso d’acqua in risalita. Questa soluzione è particolarmente indicata per i fabbricati in mattoni o pietra; difatti su questi materiali l’intervento è maggiormente efficace e permette dunque di avere uno strumento specifico di azione sui fabbricati datati o che hanno un particolare stile di costruzione. La barriera chimica è una soluzione abbastanza economica e vi riconsegnerà le vostre pareti sane ed asciutte in breve tempo e con un intervento poco invasivo.

Per i più esigenti ci sono soluzioni che garantiscono risultati altrettanto validi se non superiori. L’elettrosmosi attiva o invertitore di polarità è una tecnica che si è sviluppata negli ultimi decenni ed ha avuto una rapida diffusione per la sua efficacia e versatilità. La tecnica consiste nell’inserire nelle pareti degli speciali elettrodi che applicano una differente tensione elettrica opposta e maggiore di quella presente; la soluzione inverte il flusso dell’acqua verso il basso, così anche per i sali, e non permette l’ossidazione dei metalli presenti nella struttura.

Marco Autore

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