Alimentazione giapponese: che alimenti di base include? E’ salutare?

Chi guardava i cartoni giapponesi negli anni Ottanta ha imparato a conoscerla fin da bambino: onigiri, sushi, okonomiyaki, ramen … non avevano segreti per gli appassionati di “anime manga”. Le generazioni successive hanno imparato ad amare la cucina giapponese tramite la moda dei sushi-bar che hanno aperto un po’ ovunque. Ma mai nessun sushi preparato in Italia potrà eguagliare quello nipponico, anche perché gli alimenti che usano in quel Paese sono coltivati o allevati in modo eco sostenibile e sempre rispettando la natura. Il gusto, insomma, cambia eccome. Ma è davvero salutare, al di là dell’aspetto ecologico, l’alimentazione base giapponese?

Su cosa si fonda l’alimentazione giapponese

I giapponesi, come quasi tutti i Paesi dell’Asia, basano la loro alimentazione quotidiana su verdure, ortaggi, molto pesce e poca carne, quasi sempre magra. Il riso è il cibo nazionale e viene preparato, inventato e rielaborato in decine di ricette diverse e sempre buonissime. Altro alimento sicuramente diffuso e gradito è il pesce, in tutte le tipologie. Con il pesce, anche frutti di mare e alghe formano buona parte dei piatti tipici del Giappone.

Oltre a questi elementi, sulle tavole nipponiche non mancano mai le spezie, le salsine speziate (come la soia) e ovviamente il tè. La carne è un cibo che i giapponesi non si fanno mancare e spesso consumano quella di manzo o di maiale senza alcun problema. Ma è il pollo l’alimento animale più diffuso nella gastronomia del territorio, proprio per la sua leggerezza. Quanto alle bevande, le principali sono il tè e la birra.

I punti forti dell’alimentazione giapponese

Riso, verdure, alghe, soia sono tutti alimenti ricchissimi di antiossidanti. Le stesse proprietà le ha il tè, in particolare il tè verde che qui è molto diffuso. Il pesce è ottimo per mantenere lucida e giovane la mente. Dunque nell’insieme l’alimentazione giapponese mantiene il corpo sano e giovane molto a lungo. Non stupisce perciò la longevità dei suoi abitanti e il fatto che non dimostrino mai la loro vera età. Il colesterolo è quasi assente nella popolazione e sono rari anche i casi di obesità.

Punto forte dell’alimentazione giapponese è anche la cottura, mai eccessiva e mai grassa. I cibi vengono cucinati quasi solo al vapore, o arrostiti, oppure in forma di zuppa o stufato. Le fritture esistono ma sono riservate davvero a poche ricette. Inoltre c’è anche l’uso vantaggioso della marinatura. Consumare il pesce crudo non sempre è una felice idea, a causa dei tanti elementi inquinanti dei mari di oggi, ma se associato a determinate salse speziate si può annullare l’effetto poco sano dell’inquinamento anche in tonni e salmoni non cotti.

I piatti da non perdere

La cucina giapponese è dunque molto salutare, ma in particolare alcuni piatti lo sono più di altri. Il gohan, il riso al vapore, è la base da usare con molti piatti ed è anche il cibo più salutare. Con questo metodo si possono preparare gli O-Nigiri, le polpettine ripiene di pesce, crudo o cotto al forno. Da provare anche i piatti a base di polpo, il salmone affumicato o arrostito. Potete gustare anche un Okonomiyaki – piatto ricco di verdure e proteine (pesce o carne) – cotto su una piastra arroventata.

 

 

 

Beatrice Autore

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