Arrosticini abruzzesi, gli spiedini uno tiro l’altro

L’Italia può offrire tanto ai turisti sotto ogni aspetto, culturale, artistico e soprattutto gastronomico. Sono tante infatti le eccellenze, da nord a sud, che rendono lo stivale rinomato in ogni parte del mondo. Alcuni piatti e finger food sono quasi diventati dei simboli di determinate aree. È il caso del risotto alla milanese per la Lombardia, degli arancini per la Sicilia, della pizza per la Campania e degli arrosticini per l’Abruzzo, ordinabili anche online su abruzzoarrosticini.it.

Gli arrosticini infatti sono gli spiedini di carne tipici del territorio abruzzese, apprezzati tanto in Italia quanto all’estero. Ma come vengono preparati e come cucinarli per risaltarne al meglio le grandi qualità?

Gli arrosticini, finger food dell’Abruzzo

Gli arrosticini sono spiedini a base di carne di pecora (anche se in passato si usava perlopiù la carne di agnello castrato). La carne ovina viene tagliata a cubettini di circa 1 cm e poi infilati a mano su spiedini di legno lunghi dai 25 ai 30 cm. In questo modo i cubetti di carne andranno ad occupare circa 10 cm dello stecchino. Durante la preparazione è molto importante che i cubetti di grasso vengano alternanti a quelli magri in modo che sciogliendosi ammorbidisca ed insaporisca la carne. Non si tratta, insomma, solo di uno spiedino ma di un’arte inimitabile, di una tradizione tramandata di generazione e generazione.

Per assaporarli bisogna cuocerci sulla cosiddetta fornacella (furnacell, come viene chiamata nel dialetto abruzzese), una specie di brace con 4 piedi di appoggio su cui la carne viene appoggiata per una cottura lenta. La brace viene accesa con la carbonella o prodotti alimentari specifici che alimentano la fiamma mantenendola a bassa intensità per non far seccare troppo la carne. Gli arrosticini vengono girati di tanto in tanto e salati solo a fine cottura. La carne deve risultare succosa, morbida e cotta, per cui anche per la cottura ci vuole molta attenzione. E per chi abita in un condominio e non ha modo di arrostire all’aperto? In questo caso la soluzione migliore, l’arte dell’arrangiarsi come si suol dire, è l’utilizzo di grill elettrici, a gas o fornacelle da camino.

Come servire gli arrosticini

Gli arrosticini vengono quindi serviti, come vuole la tradizione, a fascio e portati in tavola in mazzi da 20/50 pezzi avvolti con la carta d’alluminio o delle apposite conche per mantenerli ben caldi. La carne infatti deve essere mangiata bella calda per gustarne la succosità. Infine, come il “galateo” abruzzese “impone”, gli arrosticini devono essere mangiati rigorosamente con le mani, sfilando con i denti i pezzetti di carne per apprezzarne le qualità organolettiche. Generalmente vengono accompagnati da porzioni di patate, ma per chi preferisca, anche le verdure, i pomodori o l’insalata possono essere un ottimo contorno.

E sempre volendo rispettare le antiche tradizioni, gli arrosticini andrebbero accompagnati da fettine di pane casereccio unto di olio EVO. Infine, non potrà mancare sulla tavola di un abruzzese un bel calice di Montepulciano d’Abruzzo, uno dei vini rossi più noti, che ben si sposa con i succhi e il grasso della carne.

Marco Autore

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