Diluizione farmaci: come calcolare le giuste dosi? Quando e perché si effettua?

Esistono diversi elementi nella cura di una persona malata che medici e infermieri devono sapere padroneggiare con sicurezza. Uno di questi è sicuramente la diluizione del farmaco, ovvero il processo in cui una medicina viene passata allo stato liquido e iniettata via endovenosa al paziente. Secondo i manuali di medicina, infatti, la fase di  preparazione del farmaco a somministrazione endovenosa è un processo persino più complesso del momento prescrittivo. Si tratta infatti di un’operazione molto delicata e complessa, da effettuare con estrema attenzione. Una scorretta diluizione del farmaco, infatti, potrebbe comportare molteplici rischi sia all’efficacia della terapia sia, soprattutto, alla sicurezza del paziente. Ma perché alcuni farmaci devono essere necessariamente diluiti, e come si fa a calcolare le giuste dosi per farlo? Ecco tutto quello che c’è da sapere.

Quando e perché si effettua la diluizione dei farmaci

Con diluizione del farmaco si intende quel processo in cui la medicina in questione viene aggiunta a un solvente diluente al fine di ridurre la concentrazione del medicinale di partenza. Grazie all’uso della seconda soluzione meno concentrata, il farmaco risulta carico di un effetto sistemico minore. Questo avviene soprattutto perché permette, in corso di somministrazione, di aumentare la maneggevolezza del farmaco, di facilitare il frazionamento della dose soprattutto per quei medicamenti particolarmente concentrati e di facilitare l’assistenza in ambito pediatrico-neonatale. Non per tutti i farmaci, ovviamente, hanno la necessità di essere diluiti, dipende dal paziente e dal tipo di terapia prescritta. In particolare, questo processo si usa per qui medicamenti a somministrazione endovenosa. Un chiaro esempio di questo processo sono i farmaci chemioterapici, che proprio per i motivi sopra esposti vengono somministrati al paziente in stato diluito, in modo da essere più gestibili e da suddividere in più sedute la loro aggressività.

Come si calcolano le dosi giuste per diluire i farmaci?

Calcolare le giuste dosi per la diluizione del farmaco non è per niente facile. Si tratta di un vero e proprio procedimento matematico che il medico o l’infermiere deve fare con estrema attenzione, perché ogni minima imprecisione potrebbe comportare problematiche. Questo tipo di calcolo è una delle prime cose che imparano gli aspiranti lavoratori del settore sanitario, e infatti esistono decine di esercizi per poter allenare la mente ad effettuare questo procedimento di calcolo in modo che diventi sempre più facile. La formula della diluzione deve essere ricavata da un assunto base, ovvero che durante la diluzione di una soluzione la quantità di soluto rimane invariata, e bisogna anche ricordare che la molarità è pari a M = Nsoluto / V soluzione. Da qui si ottiene la formula per calcolare le dosi giuste di diluzione del farmaco. Alla luce di questo quindi Vf, ovvero il volume finale della soluzione dopo la diluizione, è dato da Mi x Vi/ Mf, in cui Mi è la molarità iniziale della soluzione prima della diluizione, Vi è il volume iniziale della soluzione prima della diluizione e Mf è la molarità finale della soluzione dopo la diluizione. Svolto questo procedimento matematico si capirà in che dosi va diluito il farmaco. Una volta effettuata la diluizione, poi, andranno calcolati con altre formule anche il dosaggio da somministrare e la velocità del flusso, che andrà decisa anche in base al macchinario da utilizzare e al tipo di farmaco da somministrare.

Danila Autore

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