Selvaggio Blu: dove si trova questo percorso di trekking? Qual è il suo percorso completo?

Conosciuto come il trekking più impegnativo d’Italia, il Selvaggio Blu è un percorso che si snoda a più tappe tra le bellezze della Sardegna. Perfetto per chi ama camminare a stretto contatto con la natura più incontaminata, fa parte di una delle zone più belle dell’intera area mediterranea.

Dove si trova il Selvaggio Blu e com’è nato

Il Selvaggio Blu è un percorso di trekking situato in Sardegna ed è considerato uno dei più impegnativi d’Italia. L’intero percorso si sviluppa per ben 40 km nel territorio del Supramonte del Baunei. Il nome ne descrive bene le principali caratteristiche: selvaggio in quanto non ci sono punti di ristoro e di alloggio e si è totalmente in balia delle proprie forze e capacità; blu in quanto tutto il viaggio è dominato dal colore del mare. È formato da ampie e ripide pareti di roccia, in un ambiente disabitato, in cui raramente si incontrano altre presenze umane. Così come non ci sono abitazioni ne strutture. Non si tratta di una semplice passeggiata tra i boschi e proprio per questo è necessaria un’adeguata preparazione sia fisica che mentale prima di lanciarsi nell’avventura.

Il Selvaggio Blu è nato alla fine degli anni Ottanta dal fotografo e alpinista Mario Verin e da Peppino Cicalò. I due, nel 1986 proposero all’allora sindaco di Baunei di recuperare i vecchi tracciati lungo la falesia. Dopo molte ricerche, domande ai pastori, esplorazioni, la coppia riuscì a ridare finalmente valore all’ambiente rurale della più viva Sardegna dando vita a un percorso per appassionati. Addirittura, molte guide alpine lo hanno inserito tra le loro pagine accanto a mete più famose, come l’Everest.

Quali sono le tappe del percorso completo

L’intero Selvaggio Blu, vista la complessità che lo caratterizza, è ideale per un’avventura che va dai 4  ai 7 giorni, in base alla propria esperienza e alle condizioni fisiche. Pur seguendo la linea del Golfo di Orosei, si devono percorrere sentieri a volte tortuosi e non facilmente individuabili. Molto spesso, inoltre, la macchia mediterranea presente è talmente fitta da limitare la visibilità degli escursionisti, i quali si trovano a perdere il senso dell’orientamento. Prudenza ed esperienza sono quindi i due ingredienti principali da avere durante la camminata. I sentieri hanno inizio in località Pedra Longa e, in ordine di percorrenza, si toccano le seguenti località: Porto Quao, Cala Goloritzé, Bacu Mudaloru, Cala Biriola, Cala Sinine e Cala Sisine.

Procedendo lungo la falesia, ci sono dei tratti per i quali è necessario procedere con salite e discese in arrampicata, anche in corda doppia: in tal senso, la familiarità con l’alpinismo è un elemento in più. Altro fattore da tenere in considerazione è la richiesta di adattabilità. Non essendoci strutture o punti di ristoro lungo il percorso, è necessario trasportare tutto ciò che potrebbe servire in uno zaino, il cui peso si va ad aggiungere alle difficoltà del trekking. Tutto ciò non toglie che il viaggio lungo il Selvaggio Blu sia un’esperienza assolutamente da fare per gli appassionati, che resterà nella memoria per i paesaggi incredibili con cui si entra a contatto.

Danila Autore

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