Fringe benefit e auto ai dipendenti: le regole 2026 e il ruolo del noleggio
L’auto aziendale è uno dei benefit più apprezzati dai lavoratori e uno strumento efficace per le imprese che vogliono attrarre e trattenere talenti. Ma la sua gestione richiede di conoscere bene le regole fiscali, che negli ultimi anni sono cambiate in modo significativo. In questo articolo facciamo il punto sul fringe benefit auto 2026: come funziona l’assegnazione dell’auto in uso promiscuo, come si usano le tabelle ACI e perché molte aziende scelgono il noleggio a lungo termine per gestire questo benefit.
Le informazioni che seguono hanno carattere generale e si riferiscono alla normativa vigente a settembre 2026: per i casi specifici è sempre opportuno confrontarsi con un consulente del lavoro o un commercialista.
Che cos’è il fringe benefit auto
Quando un’azienda concede a un dipendente un’auto utilizzabile sia per lavoro sia per uso privato (il cosiddetto uso promiscuo), quel vantaggio costituisce un reddito in natura. Il valore di questo vantaggio, il fringe benefit, viene sommato alla retribuzione e tassato in busta paga.
Il calcolo non si basa sui costi effettivi dell’auto, ma su un valore convenzionale determinato dalle tabelle elaborate dall’ACI.
Le tabelle ACI
Ogni anno l’Automobile Club d’Italia pubblica le tabelle con i costi chilometrici di esercizio dei principali modelli di auto in commercio. Le tabelle per il 2026 sono state pubblicate in Gazzetta Ufficiale a fine 2025.
Il fringe benefit si calcola moltiplicando il costo chilometrico ACI del modello assegnato per una percorrenza convenzionale di 15.000 chilometri annui, e applicando poi una percentuale che dipende dal tipo di veicolo e dalla data di assegnazione.
Le regole 2026: cosa è cambiato
La Legge di Bilancio 2025 ha modificato in modo sostanziale il criterio di calcolo, legandolo non più alle emissioni di CO2 ma al tipo di alimentazione. Per le auto concesse in uso promiscuo con contratti stipulati dal 1° gennaio 2025, le percentuali sono:
- 10% per i veicoli elettrici a batteria;
- 20% per le ibride plug-in;
- 50% per tutte le altre alimentazioni (benzina, diesel, ibride full e mild, GPL, metano).
Il regime transitorio
Per le auto assegnate in base a contratti stipulati prima del 2025 continuano ad applicarsi le regole precedenti, basate sulle fasce di emissione di CO2 (con percentuali dal 25% al 60%). Le norme successive hanno inoltre previsto alcune salvaguardie per i veicoli ordinati entro fine 2024 e consegnati nei primi mesi del 2025. È importante verificare con attenzione la data dei contratti e degli ordini.
Un esempio
Supponiamo un’auto con costo chilometrico ACI di 0,60 euro:
- 0,60 × 15.000 km = 9.000 euro;
- con un’elettrica (10%) il fringe benefit sarà di 900 euro annui;
- con una plug-in (20%) di 800 euro;
- con un’auto a benzina o full hybrid (50%) di 500 euro.
La differenza, per il dipendente, è evidente: a parità di valore dell’auto, l’alimentazione può moltiplicare per cinque il reddito imponibile aggiuntivo.
Il lato dell’azienda: la deducibilità
Per l’impresa, le auto assegnate in uso promiscuo ai dipendenti per la maggior parte del periodo d’imposta godono di una deducibilità del 70% dei costi, senza il tetto massimo previsto per le auto non assegnate. L’IVA è in linea generale detraibile al 40%, salvo i casi in cui il dipendente corrisponda un addebito specifico per l’uso privato.
Perché le aziende usano il noleggio per gestire il benefit
Il noleggio a lungo termine è diventato lo strumento più diffuso per gestire le auto assegnate ai dipendenti. I motivi sono diversi.
Costi certi per ogni dipendente
Con un canone fisso che include assicurazione, manutenzione e assistenza, l’azienda conosce esattamente il costo di ogni benefit per tutta la durata del contratto. Questo facilita la pianificazione e il confronto con altre forme di welfare.
Gestione amministrativa semplificata
Sinistri, tagliandi, multe e scadenze sono in gran parte gestiti dal noleggiatore. L’ufficio del personale e l’amministrazione si concentrano sugli aspetti retributivi e fiscali.
Car policy più flessibili
Il noleggio consente di definire una car policy con fasce di canone per livello di inquadramento, lasciando al dipendente una certa libertà di scelta del modello. Con la nuova normativa, molte aziende stanno orientando le policy verso elettriche e plug-in, che riducono in modo significativo il fringe benefit tassato in capo al lavoratore.
Rinnovo periodico
A fine contratto l’auto viene sostituita con un modello nuovo. Questo permette di adeguare rapidamente la flotta a nuove regole fiscali o a cambiamenti nella tecnologia.
Come impostare una car policy efficace nel 2026
- Mappare i profili dei dipendenti che ricevono l’auto e i loro chilometraggi reali.
- Valutare l’impatto delle alimentazioni sul fringe benefit e sul costo aziendale.
- Verificare la disponibilità di ricarica per chi riceverà un’auto elettrica o plug-in.
- Definire regole chiare su uso privato, carburante, conducenti autorizzati.
- Documentare correttamente l’assegnazione con lettere e registrazioni in busta paga.
Le aziende che stanno rivedendo la propria flotta possono partire dall’analisi delle offerte noleggio lungo termine aziende, da confrontare con le esigenze della car policy.
Conclusione
Il fringe benefit auto nel 2026 premia in modo netto le motorizzazioni elettriche e plug-in, e richiede alle aziende un’attenzione particolare nella costruzione delle car policy. Il noleggio a lungo termine si conferma lo strumento più pratico per gestire questo benefit: costi prevedibili, gestione semplificata e flotte sempre aggiornate, in linea con le regole fiscali e con le aspettative dei dipendenti.
