Quanto prenderò di pensione? Come fare una stima
La domanda che tutti i lavoratori si pongono, prima o poi, è una sola: “quanto prenderò di pensione?” È una domanda legittima, che condiziona le scelte di vita, dai risparmi alla pianificazione delle spese. Purtroppo, la risposta non è scritta da nessuna parte, e il sistema contributivo (in vigore per la maggior parte dei lavoratori) rende la stima complessa e incerta.
A differenza del passato, quando la pensione era un “salario garantito” calcolato sugli ultimi anni di lavoro, oggi la tua pensione dipenderà dai contributi effettivamente versati durante l’intera carriera e dall’aspettativa di vita al momento del pensionamento. Questo significa che, per molti, l’assegno pubblico sarà significativamente più basso dell’ultimo stipendio percepito, con un impatto notevole sul tenore di vita.
Fare una stima della propria pensione è fondamentale. Sapere a quanto ammonterà la pensione pubblica ti permette di capire “quanto buco” dovrai colmare con la previdenza complementare e di agire di conseguenza. In questo articolo ti spieghiamo come orientarti tra i numeri, quali strumenti utilizzare e come pianificare il tuo futuro previdenziale.
Il Tasso di Sostituzione: il tuo “termometro” per il futuro
Il concetto più importante per capire quanto prenderai di pensione è il Tasso di Sostituzione. Si tratta del rapporto percentuale tra il tuo primo assegno pensionistico e l’ultimo stipendio percepito prima del pensionamento.
Per un lavoratore che va in pensione oggi, il tasso di sostituzione medio dell’INPS si aggira tra il 55% e il 65% dell’ultimo stipendio. Questo significa che se guadagni 2.000 euro netti al mese, la pensione pubblica ti darà circa 1.100-1.300 euro al mese. Se guadagni 3.000 euro netti, la pensione pubblica potrebbe essere intorno a 1.650-1.950 euro.
Il tasso di sostituzione tende a essere più basso per i redditi alti (che rientrano nel massimale contributivo) e più alto per i redditi bassi. In media, lascia un buco importante che la previdenza complementare deve colmare. Per vivere senza rinunce, gli esperti consigliano di puntare a un tasso di sostituzione complessivo del 70-80%.
Come fare una stima personalizzata
Per avere una stima più precisa della tua futura pensione, puoi utilizzare il “Cassetto previdenziale del cittadino” sul sito dell’INPS (accessibile con SPID o CIE). All’interno di quest’area riservata, puoi trovare la tua situazione contributiva aggiornata e una previsione dell’importo della tua futura pensione.
Una volta che hai una stima (anche approssimativa), calcola il divario tra questa e il tuo reddito attuale. Se l’INPS ti dice che avrai 1.200 euro di pensione, e tu oggi spendi 2.000 euro al mese per vivere, hai un “buco” di 800 euro al mese che dovrai coprire con il fondo pensione.
Per coprire un buco di questa entità, servono capitali molto ingenti. Per ottenere una rendita integrativa di 800 euro al mese, con un rendimento medio del 4%, servono circa 240.000 euro di capitale. Iniziando a 30 anni, versando circa 300-350 euro al mese si può raggiungere questo obiettivo. Iniziando a 50, la cifra mensile necessaria sale a 800-1.000 euro.
Colmare il buco con la previdenza complementare
Una volta calcolato il “buco” tra la pensione pubblica e il reddito desiderato, puoi pianificare i versamenti al fondo pensione per colmarlo.
Ecco un esempio pratico: un lavoratore di 40 anni con uno stipendio netto di 2.000 euro (RAL circa 33.000 euro) vuole mantenere il 75% del reddito in pensione, quindi 1.500 euro netti. La pensione INPS stimata è di 1.100 euro. Il buco è di 400 euro al mese.
Per generare 400 euro al mese di rendita integrativa (pari a 4.800 euro all’anno), con un rendimento medio del 4%, il capitale necessario è di circa 120.000 euro. Per accumulare questo capitale in 25 anni (fino a 65 anni), con un rendimento del 4%, serve un versamento mensile di circa 200-220 euro. Con la deducibilità fiscale, il costo netto sarà inferiore (circa 140-150 euro al mese per un’aliquota del 35%).
Quanto prenderò di pensione
Come calcolare la pensione che prenderò?
Utilizza il “Cassetto Previdenziale” dell’INPS. Inserisci i tuoi dati anagrafici e contributivi per ottenere una stima personalizzata. La stima è basata sulla normativa attuale.
Come si fa una stima realistica della pensione?
Considera che la pensione pubblica sarà mediamente il 55-65% del tuo ultimo reddito. Per una stima più precisa, utilizza il simulatore INPS o consulta un consulente.
Quanto prenderò di pensione con 40 anni di contributi?
Con 40 anni di contributi, il tasso di sostituzione può essere intorno al 60-70% dell’ultimo stipendio. Per uno stipendio di 1.800 euro, la pensione potrebbe essere di 1.100-1.250 euro netti.
Quando andrò in pensione?
La riforma Fornero ha fissato i requisiti anagrafici minimi, che variano in base all’età e ai contributi. La legge di Bilancio può aggiornare questi requisiti ogni anno.
Conclusione
Fare una stima della propria pensione è fondamentale per non farsi trovare impreparati. La pensione pubblica, da sola, molto probabilmente non sarà sufficiente. Ma questo non è un problema, se inizi a pianificare oggi. Conoscere il “buco” da colmare ti dà il potere di agire, scegliendo un fondo pensione e un piano di versamenti che ti permetta di integrare il reddito e mantenere il tuo tenore di vita una volta smesso di lavorare.
