Diaframma contratto: come si riconosce? Quali sono le possibili cause?

Se è vero che il cuore è il muscolo più importante del corpo umano, non si può dire di meno del diaframma. Anche questo, seppur a volte un po’ “sottovalutato” è fondamentale per la nostra sopravvivenza. Se dovesse smettere di muoversi, infatti, moriremmo! Può capitare, a volte, di avere il diaframma contratto e patirne, quindi, le conseguenze. Ma di cosa si tratta?

Diaframma contratto, come si riconosce

Il diaframma è un muscolo che separa il nostro torace dall’addome. Un muscolo fondamentale perché è proprio grazie ad esso che respiriamo. Quando si muove, infatti, il sangue fluisce meglio e tutti i nostri organi, di conseguenza, funzionano al meglio. Nel momento stesso in cui si sviluppano punti di tensione ci troviamo dinnanzi a quello che viene definito diaframma contratto. Non è raro che il termine “contratto” venga sostituito da “bloccato”. Appare evidente, comunque, che non si tratta mai di un blocco effettivo dal momento che, come anticipato, qualora questo muscolo si bloccasse non potremmo sopravvivere.

Ma come si riconosce il diaframma contratto? Sono diverse le sensazioni che possono farci comprendere che qualcosa non funziona. Può capitarci di sentirci costretti, come se avessimo un peso che ci opprime il petto. Possiamo anche sentirci particolarmente gonfi dopo ogni pasto (anche se non abbondante), o avere poco fiato ed essere, quindi, affamati di aria. Ne conseguono alcuni disturbi nel sonno così come un’eccessiva stanchezza se sottoposti anche a minimi esercizi fisici. Toccandoci l’addome, proprio al di sotto delle costole, possiamo avvertire una leggera sensazione di fastidio (spesso anche di dolore).

Quali sono le cause

Ma quali sono le cause del diaframma contratto? Se i sintomi sono sempre gli stessi, le cause che portano a disturbi di questo tipo possono essere diverse. Identifichiamo, in particolare, tre possibili cause: nervosa, metabolica e meccanica. Vediamole un po’ più da vicino chiarendo in cosa consiste ciascuna di essa.

  • Diaframma contratto da causa nervosa: tutti i nervi, lo stress, le ansie e le paure quotidiane si riflettono sulla nostra respirazione. Quanto volte, ad esempio, ci capita di sobbalzare quando ci spaventiamo? Situazioni come questa non fanno che aumentare la frequenza della nostra respirazione. Questa diventa molto più veloce ed incontrollata e, quindi, mette in crisi il diaframma.
  • Causa metabolica. Il diaframma si trova sopra i visceri e, in particolare, appoggiato allo stomaco. Ne consegue che qualunque problema a questo organo può riflettersi sul diaframma portandolo ad essere contratto. Pensiamo a quando non digeriamo bene o a quando, sempre rimanendo in tema emozioni, abbiamo i classici “nervi attaccati allo stomaco”.
  • Ultima causa di diaframma contratto può essere di tipo meccanico. Si verifica specialmente per tutti coloro che trascorrono buona parte della propria giornata seduti e con le spalle molto in avanti. Situazione tipica di chi sta tutto il giorno alla scrivania per lavoro. In questo caso, il diaframma viene “oppresso”, risulta difficile fare un bel respiro profondo e si soffrono praticamente tutti i sintomi del diaframma contratto (che abbiamo appena evidenziato).

Danila Autore

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