Famiglia dei giaggioli e gladioli: quali sono le caratteristiche delle Iridacee?

Gli amanti del giardinaggio e della natura, quando cercano fiori spettacolari da piantare nel proprio giardino, spesso si imbattono nelle Iridacee, fiori facenti parte della famiglia dei giaggioli e gladioli. Ma quali sono le caratteristiche delle Iridacee e, più specificamente, di questi due coloratissimi fiori? Scopriamolo insieme.

Cosa sono le Iridacee?

Per Iridacee si intende una famiglia di piante perenni appartenenti all’ordine delle Liliales che conta circa 1800 diverse specie. Sono originarie delle regioni temperate, quali l’Africa Meridionale, l’America centrale e, per alcune specie, anche l’Italia. Le Iridacee possono dare vita a una moltitudine di infiorescenze diverse, ma le più spettacolari sono proprio quelle di gladioli e giaggioli, fiori ben noti nel nostro Paese che comunemente raggruppiamo col nome di “iris”.

Gladioli: coltivazione e fioritura

Tra le Iridacee, i gladioli sono la specie più diffusa. Il momento migliore per interrarne i bulbi (sia in vaso che a terra) va da metà aprile a metà maggio, a circa 10-12 cm di profondità. Per i gladioli la fioritura avviene dopo circa 10/12 settimane, durante e dopo le quali le cure richieste sono piuttosto basilari. È infatti sufficiente assicurarsi che siano ben esposte al sole e che il terreno sia abbastanza drenante, ben concimato e privo di erbacce e radici. Ne è sconsigliata la coltivazione in serra, in quanto potrebbe indebolire gli steli. Per quanto riguarda l’irrigazione, assicuratevi che il terreno sia sempre umido, ma non zuppo. Quando le piante raggiungono la maturità non affrettatevi a eliminare le foglie: queste costituiscono infatti un importante fonte di nutrimenti per i gladioli, fiori inclusi.

Giaggiolo: fioritura e coltivazione

Il giaggiolo è invece quello che spesso chiamiamo “iris”. Le specie più diffuse e conosciute in Italia sono il famoso giglio di Firenze (iris florentina) e il giaggiolo di Sant’Antonio (iris germanica). Per quanto riguarda il gaggiolo, la coltivazione è molto diffusa sulle colline toscane ed è spesso impiegato in ambito cosmetico. Tuttavia, non è difficile coltivarlo in casa: scegliete un terreno ben esposto al sole, libero da sassi, radici ed erbacce, sufficientemente drenante e ben concimato. I bulbi vanno interrati a metà/fine maggio o a inizio settembre a circa 20 centimetri di profondità, in posizione obliqua. I gaggioli vanno poi annaffiati quel tanto che basta per mantenere la terra umida, senza mai creare ristagni (potenzialmente dannosi anche per via della proliferazioni di funghi e batteri).

Giaggioli e gladioli: curiosità e significato

In generale, il significato dell’Iris è fiducia, amicizia e vicinanza. Spesso si usa regalare questi fiori per dimostrare affetto e incoraggiamento, per esempio in occasione di compleanni, anniversari e promozioni. Nello specifico, il giglio di Firenze è simbolo di purezza, quello di Sant’Antonio di conoscenza e saggezza, mentre per il gladiolo il significato richiama il rispetto e la forza. Anticamente le radici del Giaggiolo venivano fatti masticare ai bambini alle prese con la dentizione per la loro dolcezza e per il loro effetto leggermente lenitivo. Infine, l’etimologia di Iridacee viene dalla parola greca “iris”, la dea rappresentata dall’arcobaleno. Non a caso, infatti, le iridacee vantano un’ampia gamma di colori, dal bianco al rosa, fino al blu e al viola.

Danila Autore

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