Tpha positivo: che cosa indica questo risultato? Chi lo esegue il test?

Molto spesso nell’eseguire analisi del sangue, è possibile trovarsi davanti a diciture e valori non facilmente comprensibili da chi non è un addetto ai lavori. Proprio per questo, nel seguente articolo vogliamo fare chiarezza su un particolare esame del sangue chiamato Tpha e aiutare a comprendere ciò che significa un suo esito positivo.

Che esame è il Tpha

Il Tpha è un esame che avviene prelevando un campione di sangue venoso dal braccio, che viene utilizzato per la diagnosi di sifilide, e in particolare si presenta come un esame di screening per i soggetti che con molta probabilità hanno contratto la malattia ma che necessitano di ulteriori esami per confermare concretamente la diagnosi.

In genere la ricerca di Tpha è associata a quella del Vdrl, questo perché mentre il primo tende a positivizzarsi solo verso la decima settimana d’infezione, e per questo è di poco valore negli stadi precoci; il secondo si positivizza tra l’ottavo e il quindicesimo giorno dalla comparsa della sifilide allo stato iniziale.

Questi due valori si ricercano generalmente per individuare la sifilide durante la gravidanza oppure in seguito a rapporti sessuali occasionali non protetti e altamente a rischio, o comunque in caso di sospetta esposizione all’agente eziologico. Inoltre, vengono ricercati anche in caso di sintomi tipici della sifilide come affaticamento, dolori muscolari, linfonodi ingrossati, ulcere genitali, febbre, eruzioni cutanee e mal di gola.

Tpha positivo: cosa significa?

La sifilide è causata da un batterio a trasmissione sessuale o trasmettibile attraverso la placenta nel momento in cui la gestante ne è affetta o se contrae l’infezione in gravidanza. Se dopo aver eseguito un esame di Tpha il risultato è positivo, questo determina nella persona la diagnosi di sifilide, anche se occorrono comunque ulteriori esami per confermare la presenza della malattia attiva.

I soggetti positivi ai test di screening Tpha e Vdrl, seguiti dal proprio medico o da uno specialista, devono essere sottoposti a un test di conferma e a una valutazione quantitativa dei livelli anticorpali. Questo per il triplice scopo di ottenere la certezza diagnostica, valutare il grado di attività della malattia e porre le basi per il monitoraggio dell’efficacia terapeutica.

Un Tpha positivo può dunque spaventare molto la persona, soprattutto se non informata correttamente su ciò che effettivamente significa contrarre questa malattia. Perciò, la prima cosa fondamentale da fare è mantenere la calma e seguire le indicazioni del proprio medico affidandosi alla medicina, agli ulteriori esami e alle terapie che vengono prescritte.

Sifilide: divisione in stadi

È importante sapere che nel momento in cui si riscontra tramite gli esami indicati la presenza di sifilide, questa può essere classificata in stadi diversi. Questa malattia viene infatti divisa in 4 stadi:

  • Lue, o sifilide primaria, che rappresenta lo stadio iniziale dell’infezione.
  • Sifilide secondaria (o disseminata), ovvero una fase successiva caratterizzata da manifestazioni sistemiche.
  • Sifilide latente (precoce e tardiva), momento nel quale il paziente entra in una fase asintomatica diagnosticabile soltanto attraverso positività sierica al Treponema.
  • Sifilide terziaria, ovvero l’ultima fase con manifestazioni di maggior rilievo cutanee e/o viscerali, per lo più cardiovascolari o nervose.

 

Danila Autore

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.