Competenze trasversali scuola media: quali sono? A che cosa servono?

Le competenze trasversali, conosciute anche come soft skills, sono sempre più nominate nel mondo d’oggi, nel mondo del lavoro, ma non solo, in quanto consentono a ciascun individuo di ampliare l’approccio in tutti i settori della propria vita. Sono quelle competenze che consentono di raggiungere obiettivi e mettere a frutto gli sforzi compiuti. Come si inseriscono queste all’interno del mondo della scuola? Che ruolo hanno in relazione agli studenti? Cerchiamo di capire meglio di cosa si tratta!

Competenze trasversali: cosa sono

Le competenze trasversali occupano da qualche tempo una posizione di rilievo anche nel mondo della scuola, tant’è che che si trovano al centro del programma di apprendimento definito di anno in anno. La scuola, infatti, ha messo lo studente sempre più al centro dell’attività didattica e le competenze trasversali sono considerate fondamentali per la crescita degli studenti, soprattutto di quelli più giovani. Di conseguenza cresce la necessità di sviluppare e implementare, quando presente, un modello di apprendimento connesso al mondo reale.

Un’apposita normativa europea ha definito le competenze trasversali come le capacità che fanno sì che una persona possa muoversi in modo più consapevole nel contesto in cui si trova così da poter affrontare tutto ciò che si pone davanti a lui e quel che deriva da un mondo sempre più digitalizzato, moderno e interconnesso.

Competenze trasversali nella scuola: come si inseriscono

Il motivo per cui questi aspetti sono stati messi al centro del programma formativo è dato dal fatto che essi migliorano notevolmente l’aumento di consapevolezza da parte di tutti gli studenti rispetto alla loro crescita personale. In più attivano capacità riflessive e comportamentali essenziali, così da muoversi in tutti i contesti sia sociali che, in futuro, di lavoro. Come può intervenire la scuola in tutto questo?

La scuola media, ma in generale la scuola di ogni ordine e grado, aiuta bambini e ragazzi ad apprendere anche queste competenze. Molti istituti, infatti, hanno iniziato a seguire programmi educativi incentrati sulla necessità di migliorare le soft skill e fin da subito hanno notato degli effetti positivi sulla stabilità relazionale ed emotiva. Nello specifico le scuole hanno creato degli appositi spazi e momenti per stimolare la creatività, il dialogo e la curiosità degli alunni, presentando anche il momento del “compito” non solo come un dovere e una “noia” da risolvere nel più breve tempo possibile, ma come un’occasione formativa, per imparare cose nuove e utili per il percorso di studio e per la vita anche fuori dalla scuola.

Idee e consigli pratici da mettere in pratica

Dopo aver accennato all’argomento nella teoria, sorge però una domanda: come mettere in pratica tutto ciò? Un punto di partenza per favorire questi momenti è creare il confronto dividendo la classe in gruppi e invitare gli studenti a realizzare un progetto comune. Ancora più utile in queste occasioni è affrontare un tema non limitatamente al solo programma didattico ma legato a un tema di attualità o comunque di interesse per i ragazzi e le ragazze. Tutto questo è di grande aiuto in quanto permette agli studenti di avventurarsi nella comprensione dei problemi attuali e di sviluppare fin da subito un pensiero critico.

Danila Autore

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