Frotteurismo: che cos’è? C’è una possibile cura per questo disturbo?

Al mondo esistono diversi disturbi, di cui alcuni sono ben noti, altri, invece, restano più sconosciuti e confinati. Tra questi ultimi fa probabilmente parte il cosiddetto Frotteurismo, un disturbo che riguarda la sfera dell’eccitazione, classificabile nelle parafilie. Ecco di cosa si tratta e quali sono le caratteristiche e le possibili cure per questo disturbo.

Frotteurismo: che cosa è

Il frotteurismo, come già accennato, un disturbo annoverabile tra le parafilie. Le parafilie sono a loro volta quei comportamenti derivanti da interessi sessuali che hanno ad oggetto situazioni, cose, animali, particolari zone corporee o individui atipici o comunque ritenuti al di fuori della “normalità”. Fa parte delle parafilie, per esempio, l’atto di spiare per raggiungere l’eccitazione, benché in questo caso si tratti di una attività non collegata esclusivamente all’atto sessuale.

Nel caso specifico del frotteurismo, l’interesse sessuale e quindi l’eccitazione sessuale sono derivanti dall’atto fisico di toccare o di strofinarsi contro il corpo di un altro individuo, il quale è una vittima inconsapevole. Il nome stesso di questo disturbo deriva dall’espressione francese “froutter”, che significa appunto “strofinarsi”.

In questa parafilia l’obiettivo è quindi quello di raggiungere l’eccitazione attraverso il contatto con il corpo di un’altra persona, la quale però non è a conoscenza o non si rende conto della situazione che sta vivendo. Ciò accade di frequente in luoghi pubblici in cui la vicinanza tra corpi è inevitabile, come per esempio sui mezzi pubblici (treno, metropolitana, autobus). Chi è affetto da frotteurismo approfitta quindi della calca delle ore di punta per trovarsi a contatto con l’inconsapevole vittima. Il fatto che la vittima sia inconsapevole di ciò che accade è un elemento fondamentale.

È importante specificare che chi soffre di frotteurismo può essere accusato di molestie sessuali. Si tratta di un reato punibile anche in sede penale e che può prevedere una successiva terapia riabilitativa.

Diagnosi e cura del frotteurismo

Per diagnosticare il frotteurismo esistono dei precisi criteri diagnostici. Nello specifico, si può parlare di frotteurismo quando l’atto di strofinarsi contro un altro individuo per raggiungere o trovare l’eccitazione si protrae in modo costante per almeno sei mesi. Un altro elemento che deve essere presente per la diagnosi di frotteurismo è costituito dall’intenzionalità del comportamento sessuale nei confronti di una persona non consenziente. Questo comportamento, a sua volta, può essere causa di impedimenti significativi all’interno della socialità, del lavoro e di altri ambiti.

Nei casi conclamati di frotteurismo la cura non è univoca e identica per tutti. Alla base di questo disturbo ci possono infatti essere delle cause che affondano le radici in traumi o a loro volta in altri disturbi. Spesso alla base delle parafilie che non prevedono l’interazione con l’altro individuo (e che, anzi, come in questo caso, l’inconsapevolezza della vittima è il punto chiave), c’è la paura del rifiuto.

Portando avanti un comportamento di cui l’attore è consapevole della sua erroneità, l’unico risultato possibile da parte della vittima è il rifiuto, se non conseguenze più gravi. Questo genera un meccanismo di conferma del rifiuto che va a rafforzare un problema radicato più in profondità.

Per questo motivo in linea generale viene consigliata la psicoterapia per le parafilie. In primo luogo deve esserci ovviamente la volontà del soggetto di cambiare lo stato di cose, e non può fermarsi a una imposizione dettata da conseguenze penali o, per esempio, dalle richieste del partner che ne viene a conoscenza. I pazienti, infatti, generalmente non sono collaborativi, e per questo motivo si tende ad adottare un approccio multimodale. Innanzitutto si individuano gli antecedenti dei lapse e le strategie di coping messe in atto per i lapse, e successivamente si punta a rafforzare la fiducia in sé stesso del paziente.

Beatrice Autore

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