Impianto elettrico: costo per ristrutturazione casa e a chi affidarsi

Tra gli interventi più comuni di ristrutturazione delle case si trovano sicuramente i lavori elettrici, operazione da svolgere con una certa attenzione e che richiede di rivolgersi a dei professionisti del settore, così da avere un lavoro perfetto, a norma e senza rischi.

Di solito, gli interventi possono essere necessari per diversi casistiche, che possono essere più semplici – come rinnovare un sistema di illuminazione, riparare una presa rotta o un collegamento della televisione – o lavori più complessi, come ad esempio per andare a migliorare l’impianto elettrico in ottica di risparmio energetico.

O ancora, si può richiedere l’intervento di un esperto per dichiarare a norma un impianto elettrico, nel caso di una nuova abitazione o di una casa che viene ristrutturata.

Sì, perché esistono delle regole importanti in termini di impianti elettrici, che vanno seguite con attenzione soprattutto se si decide di procedere con lavori di ristrutturazione.

Andiamo a scoprire tutto quello che c’è da sapere su un intervento relativo a un impianto elettrico, tra cui quanto costa e a chi rivolgersi.

Quando è necessario rifare un impianto elettrico e quanto costa

Le principali cause d’intervento su un impianto elettrico sono un guasto oppure quando si vuole procedere con dei lavori di restauro, soprattutto riguardo a casa vecchie che hanno impianti datati.

Altri motivi che richiedono un intervento posso essere il mancato rispetto delle norme di sicurezza previste dalla legge, la scelta di migliorare il consumo energetico – sia per risparmiare, sia in favore dell’ambiente- oppure se si vogliono adottare propria casa soluzioni domotiche.

Ovviamente, tutti questi tipi d’interventi hanno dei costi che possono essere anche elevati. Il prezzo dell’impianto elettrico dipende da tantissimi fattori, che vanno dalla tipologia al numero di punti luci, dall’estensione dell’abitazione alla quantità di lavoro necessaria.

Proprio per questo è necessario andare a stilare un progetto approfondito con il professionista a cui ci si rivolge, di modo da chiarire subito i costi necessari per realizzare la propria idea.

Solitamente, una pratica molto usata è quella di fare un preventivo a “punto luce”, un calcolo a forfait con un costo che varia tra 22,50 e i 50,00 € a punto luce e che comprende già la manodopera e i materiali, ma che esclude l’acquisto degli accessori (lampade, faretti, lampadari, LED).

Un aiuto per risparmiare su questi costi viene dalla Legge di Stabilità, che prevede aiuti fiscali per le ristrutturazioni edilizie. Intervenire sull’impianto elettrico è considerato un intervento di manutenzione straordinaria, e quindi come tale prevede detrazioni fiscali dal reddito irpef del 50% delle spese sostenute (per un importo massimo di 96.000,00 €) e IVA agevolata al 10%, applicabile sia al costo del professionista che al costo per l’acquisto dei materiali.

Inoltre, bisogna considerare il prezzo della certificazione per l’impianto elettrico a norma: si ottiene dopo una verifica effettuata, e oscilla tra i 300 e i 500 euro.

A chi affidarsi per il rifacimento del proprio impianto elettrico di casa

Come accennato nell’introduzione, un impianto elettrico deve necessariamente rispettare determinate caratteristiche per essere considerato a norma dalla legge:

  • deve avere un salvavita
  • deve avere interruttori magnetotermici
  • deve possedere una messa a terra
  • deve avere cavi bilanciati sulla portata dell’impianto
  • deve avere utenze differenziate all’interno del cavo elettrico
  • deve avere i cavi all’interno di mura o canaline, e prese e interruttori ricoperte da apposite placche
  • deve avere le prese installate a 30 cm dal pavimento (in cucina e in bagno a 110) e gli interruttori a 110 cm.

Poiché si tratta di una serie di caratteristiche molto specifiche, è fondamentale rivolgersi a professionisti del settore, aziende registrata alla camera di commercio e con competenze certificate e che siano in grado di rilasciare una “Dichiarazione di Conformità” (DICO), con la quale si attesta che l’impianto è stato realizzato secondo le norme previste, nel rispetto del progetto, utilizzando componenti e materiali idonei.

Inoltre, è bene rivolgersi a personale competente per evitare danni o malfunzionamenti pericolosi, e anche perché se l’impianto non risulta a norma, non è possibile accedere alle agevolazioni fiscali.

Danila Autore

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