Catena di sopravvivenza: che cos’è? Quanti anelli prevede? Come distinguerli?

La catena di sopravvivenza dev’essere conosciuta da tutto il personale sanitario e non. Si tratta di una procedura di primo soccorso che prevede delle fasi che sono chiamate anelli.

Vediamo in questa breve guida non solo cos’è la catena di sopravvivenza ma anche come funzionano i vari anelli che devono essere seguiti.

Cos’è la catena di sopravvivenza

Con questa espressione, catena di sopravvivenza, vengono indicate tutte le azioni che devono essere compiute in maniera rapida e tempestiva per poter rianimare una persona colta da un malore cardiovascolare.

Sono delle azioni che vengono presentate generalmente nel corso di primo soccorso, per trattare in situazioni di emergenza pazienti in pericolo di vita a causa di un arresto cardiaco, di un ictus o di ostruzione delle vie respiratorie a causa di un corpo estraneo.

La Catena di sopravvivenza sono delle misure che si devono attuare tempestivamente prima ancora dell’arrivo nella struttura ospedaliera più vicina. Al momento sono previsti sei anelli. Vediamoli nel dettaglio.

Anello numero 1 della catena di sopravvivenza

Il primo anello è fare la chiamata di emergenza per l’intervento dell’ambulanza. Oltre alla chiamata di emergenza dev’essere messo in sicurezza il luogo dell’incidente e chiedere se qualcuno che si trova nei pressi ha a disposizione un defibrillatore.

Anello numero 2

Il passo successivo, dopo aver chiamato il numero per le emergenze, è di iniziare le compressioni toraciche e la ventilazione del paziente.

Bisogna saper svolgere la compressione toracica per non compromettere la situazione. Attenersi quindi alla profondità di compressione richiesta e la frequenza richiesta dai corsi di primo soccorso. La frequenza dev’essere intorno a 100, 120 compressioni al minuto.

In questo passo è necessario non solo fare la compressione toracica ma mantenere nello stesso tempo anche la ventilazione. Meccanismo che viene spiegato nel dettaglio durante i corsi di primo soccorso.

Nel caso in cui non dovessero esserci degli esperti di primo soccorso nei paraggi è necessario proseguire solo con la compressione evitando di tentare la ventilazione.

Il terzo anello

Il terzo passo per soccorrere una persona che ha avuto un incidente cardiocircolatorio è l’utilizzo del defibrillatore. Ovviamente è possibile solo se si ha questo strumento a portata di mano per utilizzarlo prima dell’arrivo dell’ambulanza.

Servizio di ambulanza: il quarto anello

L’anello successivo prevede l’arrivo dell’ambulanza più vicina che non dovrebbe impiegare più di qualche minuto in caso di emergenza. Fino all’arrivo dei soccorritori è necessario eseguire tutti gli step previsti dagli anelli precedenti della catena di sopravvivenza e lasciare spazio ai professionisti per una rianimazione d’emergenza.

Il quinto anello della catena

Il penultimo passo previsto è il trasporto del paziente al pronto soccorso dell’ospedale più vicino. Anche in questo caso non dovrebbero volerci più di qualche minuto per permettere che la persona venga soccorsa e assistita dal personale competente.

Anello numero 6: l’ultimo anello della catena

Il sesto anello della catena è il recupero del paziente. Questo perché seguire tutti i passi è fondamentale per evitare che la situazione degeneri e che il paziente arrivi alla morte. In questo modo è possibile diminuire i rischi e far si che la persona possa recuperarsi lentamente dall’arresto.

Danila Autore

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