Valori nutrizionali trippa: ecco quali sono e quanta mangiarne  

La trippa è un piatto della cucina tipica romana e laziale, gustoso, morbido, saporito ma… decisamente sconsigliato per chi sta seguendo una dieta ipocalorica! Nelle prossime righe non solo esploreremo la storia di questo celebre piatto esportato in tutto il mondo, ma anche calorie e valori nutrizionali trippa, ovvero tutto quello che dovete sapere per inserirla in una alimentazione corretta e bilanciata!

Valori nutrizionali trippa e calorie

Questa gustosa parte del bovino e dei suini (come vedremo più avanti nel dettaglio) si presta a diverse ricette. La maggior parte di queste sono di origine tipica e locale, spesso tramandate da generazione in generazione. Al contrario di quanto potrebbe suggerire il nome, però, le calorie della trippa sono relativamente poche. I valori nutrizionali della trippa, presa singolarmente, sono anche relativamente buoni. in generale, possiamo affermare che in 100 grammi di trippa calorie equivalgono a 85 Kcal, mentre i grassi a circa 3,7 grammi e le proteine a circa 12 grammi.

Il “problema” sono i condimenti con cui di solito si usa cucinarla. Di per sé, la trippa è una carne magra, indicata anche nelle diete ipocaloriche. E non solo: si tratta di un alimento ricco di ferro e vitamine del gruppo B. Di contro, però, troviamo un’alta concentrazione di colesterolo.

Trippa: come si cucina e che cos’è?

La cucina italiana, specialmente la cucina povera, è in grado di valorizzare al meglio ogni ingrediente. La trippa, per esempio, non è un taglio particolarmente pregiato che fino a pochi anni fa trovavamo nelle osterie e nei ristoranti locali e tipici. Ultimamente, però, sta vivendo una nuova celebrità.

In ogni caso, la trippa consiste nel famoso quinto quarto, e quindi fa parte delle cosiddette frattaglie. Nello specifico, per trippa si intende lo stomaco (sia dei bovini che dei suini). Quando si ottiene dai bovini, in genere si predilige il rumine, cioè il primo dei suoi quattro stomaci. La parte commestibile di questa zona è costituita dalle tre sacche gastriche, ovvero reticolo, omaso e abomaso. Ad ogni modo per essere consumata la trippa deve prima passare per diversi procedimenti preparatori, effettuati dal macellaio, il quale deve pulire accuratamente lo stomaco e precuocerlo in acqua calda.

Una delle ricette più famose per cucinare la trippa è senza ombra di dubbio la trippa alla romana. Preparare la trippa alla romana è sufficiente pulirla, sciacquarla bene sotto l’acqua corrente e lasciarla scolare. Quindi preparare il soffritto classico (sedano, carota e cipolla) cui aggiungere del guanciale e uno spicchio d’aglio. Quando il soffritto è pronto si possono versare la trippa e il guanciale, da far sfumare con un po’ di vino bianco. Regolate di sale e di pepe, aggiungete la polpa di pomodoro e lasciate cuocere per un’ora senza coprire. Aggiungere qualche fogliolina di menta e un po’ di pecorino e lasciar cuocere un’altra ora.

Beatrice Autore

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